Renzi e Berlusconi contro M5S. Di Maio: “Sanno di perdere e tremano”

Carlomagno campagna ottobre 2018

Renzi e Berlusconi contro il M5S. Di Maio: "Non hanno numeri e tremano"“Sono fiducioso sul fatto che la sera delle elezioni saremo in grado di dare un governo a questo Paese, in un modo o in un altro. Perché questa legge elettorale, che era stata progetta contro di noi, adesso è diventata una legge che farà più che raddoppiare il numero dei parlamentari, ma soprattutto non riesce a fare quell’incastro che era stato progettato. Cioè Forza Italia più Pd dovevano fare il 51 per cento”. Lo ha detto Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento Cinque Stelle, intervenendo ad Aosta nell’ambito del suo “Rally Tour”.

“Il Pd – ha spiegato Di Maio – è molto in calo, Forza Italia è un partito del 15-16 per cento. Sia la coalizione del centrodestra sia quello del centrosinistra non riescono a fare il 51 per cento dei seggi, quindi la sera delle elezioni quell’incastro ideale non ci sarà. Ci saranno due opportunità: o tornare a votare o votare la fiducia di un governo. Noi un governo l’avremo già pronto”.

E lo scontro di questo primo scorcio di campagna elettorale entra nel vivo con Renzi che vede il M5S come principale avversario del Pd e Berlusconi che attacca i cinquestelle credendo il contrario, e cioè che sia il Pd ad arrivare terzo rispetto al centrodestra. Comunque vada, secondo quanto affermano i leader del Pd e Centrodestra, il M5S arriverà sul podio.

A Domenica Live su Canale 5 il leader di Forza Italia attacca i pentastellati affermando che “sono peggio dei post comunisti nel 1994”. “Sono ancora qui – spiega – a combattere perché c’è bisogno di me. Oggi c’è in campo formazione populista, ribellista, pauperista, quasi più pericolosa dei post comunisti del 1994. E’ quasi una setta che prende ordini da un vecchio comico e dal figlio di (Casaleggio) che cambiano parere da mattina a sera, capaci di seguire qualsiasi idea. Porterebbero Italia verso il vero disastro e al governo i peggiori rappresentanti della magistratura militante”.

Poi l’ex premier snocciola quello che è il suo programma elettorale. “La nostra religione laica è sempre stata “meno tasse, meno tasse, meno tasse”, oggi siamo sotto una vera e propria oppressione fiscale. Serve una rivoluzione fiscale che si chiama Flat tax”, ha detto ancora Berlusconi. “Oggi ci sono tasse altissime ed è difficilissimo compilare il modulo 730 per la compilazione. La Flat tax è una tassa uguale per tutti, per famiglie e imprese, dovunque è stata applicata ha dato risultati straordinari. C’è un’unica aliquota che sarà pari o inferiore all’aliquota più bassa di quella che c’è oggi, il 23%. Ci sarà un modulo da una pagina e non più di sedici pagine” e con la flat tax “si riduce l’evasione”, sottolinea Berlusconi ricordando come la misura sia stata applicata in più di 60 Paesi.

“Aumenteremo tutte le pensioni minime a 1000 euro al mese”, ha ribadito parlando dei primi provvedimenti che il centrodestra prenderà qualora arrivasse al governo sottolineando di voler dare l’assegno anche a “tutte le mamme”. Tra le altre proposte anche la garanzia di “un reddito di dignità: se le entrate mensili – dice il Cav – di una famiglia sono sotto l’importo di una certa dignità, allora non sono più i cittadini che devono dare allo Stato ma è il contrario”. Per Berlusconi quindi l’equazione “meno tasse su famiglie, imprese e lavoro” è quella in grado di fare in modo che le “famiglie possano consumare di più, le imprese produrre di più e si possa creare più lavoro”. Una situazione che garantirebbe anche “più entrate e fare sì che lo Stato possa quindi aiutare i cittadini rimasti indietro. Bisogna applicare certe formule di governo, e al governo non devono andare politici di professione ma persone capaci che abbiano dimostrato di saper raggiungere risultati difficili”.

“Tutte le volte che ci sono campagne elettorali e che si profila una mia vittoria – ha detto ancora Silvio Berlusconi a Domenica Live -, se ne inventano di tutti i colori, questa volta se ne sono inventata una che è stata prontamente smentita dalla procura. Il fatto che sia sia profittato della vendita del Milan per portare in Italia” capitali che erano fuori dal paese” non solo “non è corrispondente al vero, ma farlo sarebbe da persone senza intelligenza”, visto il clamore mediatico e la difficioltà dell’operazione.

“In questa situazione non andare a votare sia come suicidarsi”, ha aggiunto sottolineando di essere consapevole di “dire una frase choc”. “Questa volta – aggiunge – dall’altra parte c’è qualcuno di più pericoloso della sinistra. Ci sono questi signori che pensano di non andare a votare ma se a causa della loro assenza dalle urne vincessero” i 5s “si troverebbero tasse altissime. E’ nel loro preciso interesse, per non dare l’Italia non solo a chi non è preparato ma che porta invidia e odio verso chi è ricco”.