Governo, Salvini e Di Maio puntano i piedi su palazzo Chigi

Il "duello" potrebbe aprire le porte a un "governissimo" dal futuro incerto e con "tutti dentro", conseguenza di un tira e molla tipico di chi alza il tiro per ottenere di più.

Carlomagno campagna novembre 2018
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Sembra puntino i piedi M5S e Centrodestra per la partita del premier e sulla formazione del governo. I due leader, Luigi Di Maio e Matteo Salvini dopo l’intesa sulle presidenze delle camere duellano a distanza su palazzo Chigi, pur sapendo che le “ostilità” tra le due formazioni potrebbe aprire le porte a un “governissimo” dal futuro incerto e con “tutti dentro”, conseguenza di un tira e molla tipico di chi alza il tiro per ottenere di più.

Salvini: “Al Quirinale da soli” – “Io al Colle vado da solo. Così ha scelto il centrodestra, per la prima volta va bene così…poi vediamo…”. Così Matteo Salvini, parlando al Senato, conferma che il centrodestra andrà alle consultazioni con delegazioni distinte.

“Ma da solo – ha detto ancora – Di Maio dove va…Voglio vederlo trovare 90 voti in giro, che dalla sera alla mattina si convincono. E poi 50 voti sono molti meno di 90″.

Il leader del Carroccio ha commentato anche la votazione degli uffici di presidenza in corso al Senato. “I Cinque Stelle puntano i piedi? E’ un dibattito che non mi appassiona…Noi andiamo avanti per la nostra strada con tranquillità e responsabilità: oggi al Senato, domani alla Camera, per far partire il Parlamento”, ha detto ancora Salvini parlando al Senato circa le trattative tra i partiti per gli uffici di presidenza. Il segretario leghista ne ha anche per il Pd: “Cinque anni fa si presero le due presidenze, noi non stiamo facendo lo stesso. Per questo – conclude – ora non si possono imporre…”.

A stretto giro la replica di Di Maio che afferma: “Salvini dice che gli bastano 50 voti. Vuole fare il governo con i 50 voti del Pd di Renzi in accordo con Berlusconi? Auguri!”, ha detto il candidato premier M5s Luigi Di Maio su Twitter.

Il Pd: “Nostri voti non sono disponibili” – “I voti del Pd non sono a disposizione. Decidiamo noi”, ha risposto il capogruppo Pd Graziano Delrio, interpellato dall’Ansa all’uscita dalla Camera sulle dichiarazioni di Salvini e Di Maio sui voti Dem per la formazione di un governo. Una posizione ribadita anche dal segretario reggente del Pd Maurizio Martina: “Il Partito Democratico di certo non parteciperà a nessun incontro sui programmi con altri in questi giorni. Noi attendiamo con rispetto prima di tutto le consultazioni del Presidente della Repubblica”, ha detto Martina.

Ieri da Vespa, a Porta a Porta il leader della Lega aveva affermato che era disposto a dialogare coi Cinquestelle a patto “che non si dica io-io, oppure niente”. Sono giorni di trattative intense in cui le forze vincitrici delle elezioni, M5S e Centrodestra a traino leghista dovranno trovare la quadra e fare sintesi dei programmi se vogliono dare al più presto un esecutivo al paese. Salvini ha anche ribadito di rifiutare governi cosiddetti “minestroni”. Nell’ipotesi, “la Lega sta all’opposizione”, ha detto, lasciando comunque aperta la porta del dialogo con Di Maio.

“Se Di Maio dice “o io premier o niente” – ha sottolineato Salvini –  non è il modo giusto per partire. Se Di Maio dice o io o nessuno sbaglia, perché a oggi è nessuno. Non puoi andare al governo dicendo o io o niente, altrimenti che discussione è?”.

Leader Lega: “Con me al potere stop a sbarchi” – Sospendere immediatamente “qualsiasi ulteriore sbarco sulle nostre coste”, ha detto sui social il segretario della Lega e leader del centrodestra Salvini. Dato il “rischio di terrorismo altissimo” e visti “gli arresti e la denuncia di Frontex sulla possibilità che ci siano infiltrati tra chi sbarca – dice Salvini – chiediamo un intervento immediato, un controllo ferreo di tutti i nostri confini via mare e terra” e, appunto, lo stop agli sbarchi. Poi: “Controlli dei confini ed espulsioni, spero di avere presto il potere di farlo”.