Consultazioni, Di Maio: “Contratto di governo con chi converge sui temi”

Il capo politico del M5S al termine delle consultazioni ribadisce: "Governo o con la Lega o con il Pd". "Non voglio spaccare il centrodestra, ma io parlo con Salvini". A breve un incontro.

Carlomagno Jeep Compass Febbraio 2021
Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale
Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale

“Al Governo deve andarci chi è legittimato dal popolo, credo che il messaggio del 4 marzo sia chiaro su un punto” e cioè che “sono stati bocciati i governissimi, i governi tecnici e i governi di scopo”. Lo ha detto il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni al Quirinale.

Il secondo punto, aggiunge Di Maio “è che si deve governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere”. E la cosa “più importante è che si mettano al centro le soluzioni ai problemi degli italiani e non ai giochi di palazzo”. Proprio per questo proponiamo “non un alleanza, ma un contratto di governo del cambiamento per l’Italia”. Il leader Cinquestelle sostiene che si tratta di un “contratto sul modello tedesco”, “che proporremo alle forze politiche affinché si impegnino, di fronte agli italiani, a realizzare i punti del contratto che avrà tempi e procedure certe”. Per le alleanze il capo politico del M5s rilancia l’interlucuzione “o con la Lega, o con il Partito democratico”. Partiti nella cui formula di contratto “sono soluzioni alternative”, ha sottolineato Di Maio.

Per questa ragione “chiederò un incontro sia a Matteo Salvini, sia a Maurizio Martina per cominciare alla strutturazione di questi contratti. Poi, dopo le prime interlocuzioni capiremo con quale forza politica ci sia più convergenza sui temi” e con quella “faremo il contratto da proporre agli italiani”. E mentre il Pd aveva detto di no sia a Salvini che a Di Maio, resta la Lega che nelle consultazioni odierne ha fatto sapere che un governo con i pentastellati non dispiacerebbe (“partendo dal centrodestra, coingolgendo i Cinquestelle”).  Il nodo di Salvini, però, come leader del centrodestra, resta Berlusconi, che stamane ha chiuso al M5s dicendo sì a Salvini premier, ma se dovesse saltare “siamo disposti – ha detto Berlusconi – a un governo con un esponente di alto profilo”, ipotizzando così le larghe intese.

Ancora Di Maio: “Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra, – spiega – ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier, ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze (Forza Italia, ndr) non riconosce il M5S, perciò ci rivolgiamo alla Lega”.

“Abbiamo detto al presidente Mattarella – aggiunge Di Maio – che sentiamo tutta la responsabilità di essere la prima forza politica e di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento”.

“Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l’Italia resterà alleata dell’Occidente nel Patto atlantico, nell’Unione europea e monetaria: è questo l’obiettivo”.

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