Governo, Mattarella convoca Fico per intesa M5S-PD. Orfini: “Inutile”

"Centrodestra e 5Stelle governino già da questa settimana. A guidare il governo siano i primi arrivati, ma non dico Salvini o morte", ha detto il leader della Lega

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Sergio Mattarella con il presidente della Camera Roberto Fico
Mattarella con il presidente della Camera Fico in una foto della prima consultazione al Colle

Il presidente della Camera Roberto Fico ha ricevuto dal capo dello Stato, Sergio Mattarella il mandato per verificare una possibile intesa per un governo M5S-Pd. “Il presidente della Repubblica ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare un’intesa per una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle il Pd per costituire il governo – ha detto Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica al termine del colloquio tra Mattarella e Fico -. Mattarella ha chiesto a Fico di verificare entro giovedì”.

“Mi metterò al lavoro da subito”, ha detto Fico a proposito dell’incarico esplorativo affidatogli. Nella verifica di una maggioranza tra Pd e M5s “secondo me il punto fondamentale è partire dai temi per l’interesse del Paese e dal programma per l’interesse del Paese”.

Orfini (Pd): “Ascolteremo, ma non ci sono condizioni”

“Siamo e resteremo alternativi a M5s”: afferma il presidente del Pd, Matteo Orfini. “Ascolteremo ovviamente con rispetto e attenzione Fico, con rispetto sia per lui che per la funzione che rappresenta. Ma il mio parere resta quello dei giorni scorsi: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle per cultura politica, programmi e idea della democrazia. Quindi non ci sono le condizioni per un accordo politico tra Pd e M5s. L’abbiamo sempre detto e lo ribadiamo nel merito”.

Il Presidente della Repubblica ha convocato per le 17 di oggi, al Palazzo del Quirinale, il Presidente della Camera per conferirgli un mandato esplorativo sul modello di quello della presidente del Senato, anche se probabilmente con un campo di esplorazione meno “ristretto”.

Salvini: “M5s e Centrodestra governino da questa settimana”

“Centrodestra e 5Stelle governino già da questa settimana. A guidare il governo siano i primi arrivati, ma non dico Salvini o morte”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a un comizio a Trieste.

“Lo dico a Di Maio – ha aggiunto – lo dico da leader del centrodestra, mettiamoci al tavolo. Riforma delle pensioni, riforma del lavoro, riduzione delle tasse, blocco degli aumenti dell’Iva e delle accise, blocco e controllo dei confini e in qualche giorno si dà un governo che dura cinque anni a questo Paese. Se tutti scendono dal loro piedistallo e si parla di cose e non di nomi, non c’è problema. Il voto molisano ne è la rappresentazione evidente”.

“Ci sono tante persone meglio di Salvini, tante, quindi non dico ‘ho vinto e comando io’, dico ‘abbiamo vinto ma per il bene del Paese siamo disponibili a ragionare con tutti a fare anche altre scelte’. Sarei onorato di essere premier ma – ha detto inoltre Salvini – se non sono io son contento lo stesso. Bene anche un nome terzo quarto quinto, basta che rappresenti il voto degli italiani e sia indicato dai partiti che hanno vinto e non da quelli che hanno perso”.

Il Pd si tiene fuori dai giochi. “L’idea che si possa continuare a dialogare su due fronti – dice Ettore Rosato interpellato telefonicamente – dimostra il disinteresse assoluto del M5S al confronto con il Pd. Ribadisco inoltre che le distanze programmatiche e di impostazione politica tra il Pd e il M5S sono enormi: mi sembra quasi impossibile colmarle. Una cosa è dunque aprire a un confronto con M5S quando avrà chiuso il dialogo con la Lega, altra cosa è il risultato”.

Di Maio pubblica il “contratto”

Dieci punti politici “per riportare l’Italia fuori dalla crisi economica, sociale e morale in cui è intrappolata da troppi anni”. Così il leader M5S Luigi Di Maio presenta sui social il “contratto di governo”, pubblicato integralmente sul blog del Movimento.

“Passo importantissimo” per il dialogo con Lega e Pd, spiega Di Maio, “siamo impazienti di approfondire con la forza politica che lo vorrà”, nel rispetto di “vincoli politici” a garanzia del patto, “da portare avanti unendo le forze, con disciplina, lealtà e onore”.

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