Nuovo giro al Quirinale, tensione nel Centrodestra

Carlomagno campagna ottobre 2018

consultazioni quirinale 2018Nuovo giro di consultazioni oggi al Quirinale, la terza del capo dello Stato, la quinta se si sommano ai mandati esplorativi affidati ai presidenti di Camera e Senato. Alle ore 10 la prima delegazione ad essere ricevuta dal presidente Sergio Mattarella sarà quella del Movimento cinque stelle con il leader Luigi Di Maio accompagnato dai capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

A seguire, alle 11, sarà la volta del Centrodestra con le delegazioni di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia che saliranno insieme al Colle. A mezzogiorno a essere ricevuta sarà quella del Pd con il reggente Martina, i capogruppi a Senato e Camera, Marcucci e Delrio, e il presidente del partito Orfini. Dopo le 16 saranno ricevuti Leu, le Autonomie e i gruppi misti di Camera e Senato. Alle 17.30 e alle 18 saranno sentini, infine i presidenti delle Camere Fico e Casellati.

Ieri tensione nel centrodestra dopo l’ultima offerta di Luigi Di Maio a Matteo Salvini (un premier concordato ma un governo che escluda FI). Il capo politico dei 5s intervistato da Lucia Annunziata per la prima volta pubblicamente ha detto di voler fare un passo indietro rispetto all’ipotesi Di Maio premier. Disponibile a cercare un “terzo” condiviso tra M5s e Lega, ma anche un altro deve fare un passo indietro, ha detto con riferimento a Silvio Berlusconi.

In serata il vertice a palazzo Grazioli tra il presidente di Forza Italia, Salvini e Meloni. Dopo due ore di colloquio non è stata rilasciata alcuna dichiarazione e la situazione sembra non smuoversi dal punto di due mesi fa, da quando cioè Di Maio e i cinquestelle hanno iniziato a porre il veto sul cavaliere e gli azzurri.

Salvini, che ha apprezzato l’apertura di Di Maio, ha visto nuovamente sbarrarsi la strada da FI che non vuole cedere alle tentazioni stellate di voler dividere la coalizione ribadendo il veto agli azzurri. Il capo della Lega avrebbe fatto sapere che “o si fa un governo o si torna al voto”. Non è comunque esclusa la possibilità di un incarico all’attuale presidente del Senato Elisabetta Casellati, berlusconiana di ferro, che è stata però votata con i voti del M5s.

Paolo Gentiloni intanto non ha chiuso alla possibilità di proseguire il proprio mandato in vista di un eventuale ritorno a breva al voto, ma ha anche detto che non sarebbe disponibile a proseguire con un parlamento che è diverso rispetto a quello del dopo Renzi che lo ha mandato a palazzo Chigi.