Governo, Italia a sovranità limitata. I ministri li decide la Germania

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Paolo Savona
Paolo Savona

C’è l’alt della Germania sul nome del professor Paolo Savona, l’economista critico verso le politiche dell’Ue a vantaggio dei tedeschi, indicato da Lega e M5s come ministro dell’economia del futuro governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte.

Il presidente della Repubblica – che secondo la Costituzione, nomina (“ma non sceglie”, fa notare più di qualche osservatore) i ministri che propone il presidente del Consiglio incaricato – è fermo sull’idea che Savona, già autorevolissimo ministro di Ciampi dal ’93 al ’94, sia elemento di destabilizzazione nell’Ue a trazione tedesca. Da quì un “irrigidimento” del Colle che in molti ambienti politici vedono fuori dalle sue prerogative, “che avrebbe senso se l’Italia fosse una Repubblica presidenziale”.

Savona non piace a Berlino e agli eurocrati di Bruxelles per aver equiparato nel 2013 la ricetta economica politica della Germania a quelle che fece nel 1936 il ministro nazista Funk durante il Terzo Reich: in sostanza tutto doveva dipendere dalla Germania, dall’industria al marco, come avviene oggi coi tedeschi egemoni nell’Ue. Su punto, in basso, pubblichiamo stralci di un intervista di Varoufakis.

SAVONA IN UN INTERVISTA DEL 2013: “POLITICHE DELLA GERMANIA SIMILI AL TERZO REICH”

Ma possono poteri sovranazionali e altri stati fare pressioni e ingerenze su uno stato sovrano qual è l’Italia?, è la domanda che si fanno in casa Lega e nel Movimento 5 stelle. “No” è la risposta riportata stamane su molti organi di stampa.

E ha molto irritato l’atteggiamento della stampa tedesca che ieri si è scatenata contro l’Italia di Di Maio e Salvini definendola “barbone”, raffigurando il nostro paese con vignette di cattivo gusto.

Alcuni giorni fa sul quotidiano tedesco “Der Standard” Yanis Varoufakis, ex ministro greco alle Finanze era intervenuto a favore dell’Italia con una intervista dal titolo: “L’Italia è troppo grande per essere importunata” (dalla Troika, ndr).

SAVONA IN UN INTERVISTA DEL 2014: “EURO INIZIATIVA CORRETTA, MA SENZA UNA POLITICA COMUNE E UNO STATO DIETRO PRODUCE STORTURE”

“L’intelligente politica fiscale del futuro governo italiano, voluta dal capo della Lega Matteo Salvini, – ha detto Varoufakis – metterà in crisi la Germania costringendo la cancelliera Merkel e la Bundesbank a prendere una decisione che avrebbero dovuto prendere dieci anni fa: o riformare completamente l’architettura dell’Ue o l’Italia e altri paesi lasceranno la zona euro. I tedeschi non possono continuare a mangiare tutta “la torta”; non possono continuare a generare enormi eccedenze, esportare molto più di quanto importino, mentre molti altri paesi lottano con alti deficit”.

Tornando al veto del Quirinale (via Berlino) di Mattarella sul nome del professor Savona, il leader della Lega Matteo Salvini si è detto “arrabbiato” (con like di Di Maio) dopo che ieri pomeriggio Conte ha avuto un incontro del tutto infruttuoso con il capo dello Stato. Il capo del Carroccio ha twittato stamane: “Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie! #primagliitaliani”. Il rischio è che salti tutto con la conseguenza del voto anticipato. Esito di cui “il capo dello Stato si assume tutte le responsabilità”.

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