Governo, si fa strada l’ipotesi M5s-Lega. Cottarelli rinuncia?

Carlomagno Faro istituzionale

Luigi Di Maio a Napoli
Luigi Di Maio a Napoli (Ansa/Fusco)
E’ bastata una nota di Luigi Di Maio da Napoli ieri sera per riaprire la trattativa con il Quirinale contro cui è stato ritirato l’impeachment. “La nostra è una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l’attuale crisi che stiamo vivendo”, ha detto Di Maio. Torna quindi l’ipotesi di un esecutivo M5s-Lega, con un elemento in più: il sostegno di Fratelli d’Italia alla fiducia. Giorgia Meloni stamane in una intervista Tv ha fatto sapere di voler appoggiare un governo gialloverde, il che significa una maggioranza in Parlamento più solida.

Carlo Cottarelli dopo la “fuga” di martedì pomeriggio dal Quirinale, si è ripresentato stamane al Colle dove ha avuto un breve colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi, sempre usando una porta secondaria, senza rilasciare dichiarazioni, si è recato alla Camera.

Il capo dello Stato pur di evitare le urne in piena estate sarebbe disposto a far rinunciare “mister forbici” (alle Camere prenderebbe solo una manciata di voti) per affidare l’incarico a una personalità politica indicata da Lega e Cinquestelle.

Ipotesi che sta prendendo forma in queste ore, dopo il calo delle tensioni sia sui mercati (lo Spread è nettamente in calo), ma soprattutto dopo i toni distensivi lanciati anche da Di Maio e Salvini. Il leader della Lega dalla Toscana fa bagni di folla e invita “tatticamente” il capo dello Stato a fissare la data delle elezioni che però “non siano a luglio”, dice sottolineando che “ci sono le ferie sacrosante degli italiani”.

Tuttavia è certo che sono in corso trattative tra i due partiti e gli uffici del Quirinale per sbloccare lo stallo. A meno di ulteriori colpi di scena in questa crisi surreale e senza precedenti, Di Maio e Salvini potrebbero essere già chiamati oggi per ridiscutere il nome del candidato premier (di nuovo Conte?). Non è chiaro se il professor Savona sia di nuovo il pista oppure all’Economia i due leader avanzino un nome terzo.

Ad ogni modo le strade percorribili da Mattarella restano tre: la più difficile, far giurare il governo Cottarelli con la consapevolezza che senza alcuna fiducia in Parlamento sarà di traghettamento alle elezioni dopo agosto; dare una nuova chance a Salvini e Di Maio, oppure sciogliere le Camere e fissare la data delle prossime elezioni, con tutti i possibili rischi, sia per le inevitabili tensioni sui mercati che vedono molta instabilità in Italia, sia per il fatto acclarato da tutti i sondaggisti che o a luglio o a ottobre Lega e Cinquestelle uscirebbero con una maggioranza bulgara.