Governo, tutti a Roma. Lega e M5s lavorano per esecutivo politico

Carlomagno Faro istituzionale

Salvini a MassaTutti a Roma stamani per le trattative in corso sul governo gialloverde M5s-Lega. Matteo Salvini è voltato nella Capitale annullando alcuni comizi in Lombardia. Anche il professor Giuseppe Conte, presidente del Consiglio in pectore del governo del cambiamento, è ripartito dalla Toscana per la città eterna. Conte stamani aveva in programma all’Ateneo di Firenze alcune lezioni ma è stato sostituito da uno dei suoi assistenti.

Il fatto che i vertici di M5s e Lega, più il giurista è segno che si sta muovendo qualcosa sul fronte della trattativa con il Quirinale, che ieri ha lasciato un po’ di tempo in più per discutere della formazione di un esecutivo politico, “congelando” per il momento l’investitura di Carlo Cottarelli, premier incaricato di traghettare eventualmente il paese alle elezioni.

Tutto si è sbloccato ieri pomeriggio quando Luigi Di Maio è salito al Quirinale per stemperare la tensione con Sergio Mattarella dopo la “minaccia” di impeachment grillina, ora archiviata, e la riproposta di avere un’altra chance con un governo sempre a guida Conte, con il professor Paolo Savona in predicato non più al Mef ma ad altro dicastero. Ad ogni modo il contratto è già stilato e la squadra di governo pronta. Si tratta solo di fare qualche aggiustamento che non dovrebbe stravolgere più di tanto l’assetto di domenica sera.

Sono ore di forte intensità per quello che si prefigura l’ultimo tentativo di dar vita ad un esecutivo politico sostenuto da una maggioranza parlamentare forte, se è vero che a renderla numericamente più solida sarà, come ha annunciato la stessa Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Non è chiaro se questa volontà venga “premiata” con qualche ruolo di governo alla Meloni. Tutto è in progress, e c’è chi sostiene, tra le forze di maggioranza che il governo possa essere già in forza il 2 giugno, festa della Repubblica.

Nel caso il governo M5s-Lega prendesse forma i passaggi del Quirinale potrebbero essere i seguenti: convocare Cottarelli per la rinuncia, riconvocare a stretto giro Conte il quale  contestualmente annuncia la lista dei ministri, condivisa con il presidente Mattarella. Il giorno seguente la squadra – in cui sono previsti Di Maio e Salvini vicepremier (con delega al Lavoro e Interno) – potrebbe giurare.