Migranti, il governo affonda: “Ue ipocrita”. E’ scontro con Bruxelles

Ira di Conte sulla fumata nera del vertice a dodici sulla questione "Diciotti" e sulla ricollocazione: "Ne trarremo le conseguenze". Di Maio: "Unione non rispetta i patti"

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Migranti sulla nave Diciotti
Migranti sulla nave Diciotti (Ansa)

Nulla di fatto sui migranti nella riunione tra i partner europei convocati a Bruxelles per affrontare il problema della nave Diciotti e della ricollocazione degli immigrati che arrivano nei porti italiani. E si alza il livello dello scontro tra il governo italiano e l’Ue.

Sulla “fumata nera” è intervenuto nuovamente il premier Giuseppe Conte che ha bollato come “ipocrita” l’atteggiamento dei partner europei. “L’Europa – ha detto – non è riuscita a battere un colpo in direzione dei principi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali. Ne trarremo le conseguenze”, dice facendo intuire che l’Italia “farà da sola” mantenendo la linea recitata sul contratto di governo tra Lega e M5s.

“L’Italia – dice ancora il premier sui social – si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa”. “L’Italia è costretta a prendere atto che l’Europa oggi ha perso una buona occasione”. Dal Viminale, l’esito dell’incontro di Bruxelles è stato invece definito come “l’ennesima dimostrazione che l’Europa non esiste”.

Giovedì c’era stato un duro botta e risposta tra il vicepremier Luigi Di Maio e la Commissione europea: “Se l’Europa non ci aiuta, non saremo più disposti a versare all’Ue 20 miliardi di euro l’anno come contributo dell’Italia all’Ue”, ha detto il capo politico del M5s spalleggiato dall’intero esecutivo.

A stretto giro la replica della Commissione guidata da Junker che attraverso il suo portavoce ha affermato che “le minacce non portano da nessuna parte”, sottolineando come l’Italia, qualora non dovesse versare il contributo, vi saranno conseguenze. L’Italia è “vincolata” al contributo, ha fatto sapere.

“Se l’Italia si rifiutasse di pagare i suoi contributi all’EUbudget, sarebbe la prima volta nella storia della Ue. Questo comporterebbe interessi per ritardi nei pagamenti. E una violazione delle obbligazioni dei trattati che condurrebbe a possibili ulteriori pesanti sanzioni”, scrive invece su Twitter il commissario europeo al Bilancio, Gunther Oettinger. La Merkel, tuttavia, da Berlino ha ribadito come l’Italia sulla questione migranti sia stata lasciata “sola”.

Di Maio ribatte: “Oggi l’Unione Europea ha deciso di voltare le spalle all’Italia ancora una volta. Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità nonostante nell’ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa”, spiega il ministro del Lavoro.

“A questo punto – presegue su fb – l’Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione. Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa. Il Movimento 5 Stelle si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro”.

“L’unione Europea – attacca Di Maio – non vuole ottemperare ai principi concordarti nell’ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all’Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli. I confini dell’Italia sono i confini dell’Europa”, ha detto.

“Agli italiani non chiederemo un centesimo di più. Lo dico da capo politico del Movimento 5 Stelle, visto che la Ue non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 miliardi all’anno che pretendono”.

Intanto il ministro dell’Interno Matteo Salvini non molla la posizione dura espressa sulla nave Diciotti: “La soluzione sui migranti della Diciotti. “Venissero a prenderli in aereo” per altra destinazione, ha detto il titolare del Viminale. E sullo sciopero della fame iniziato da un centinaio di immigrati a bordo dell’imbarcazione ferma a Catania, il vicepremier leghista dice: “In Italia ci sono 5 milioni di poveri che fanno lo sciopero della fame tutti i giorni”.

Dello stesso avviso ancora Di Maio ieri ad Agorà dove il ministro ha esposto “in primis la situazione dei nostri connazionali abbandonati dai precedenti Governi dopo il sisma del centro Italia di 2 anni fa. Poi ho ribadito la nostra posizione sulla questione della nave Diciotti”.