Caos PD, no a scioglimento. Martina: “Primarie a Gennaio”. Ma è scontro

Il reggente invita a cena Gentiloni (che non gradisce), Renzi e Minniti. Escluso l'attivissimo Calenda. Orfini: "Ci sarà sempre correntismo". Renzi: "Basta fuoco amico".

Black Friday Carlomagno novembre 2018

big PD Gentiloni, Minniti, Renzi MartinaNessun scioglimento del Partito democratico, come aveva auspicato il presidente Matteo Orfini, ma si faranno le primarie a Gennaio per dare un nuovo segretario alla formazione progressista. Ad assicurarlo è il segretario reggente del Pd Maurizio Martina che via social invita a cena Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti per rilanciare l’azione del partito.

“Per essere operativi e per limiti miei di movimento: martedì da me a cena. Invito pubblico per renderlo più incisivo ma risposta privata va benissimo”, ha scritto Martina su Twitter, escludendo dall’invito l’ex ministro Calenda, che più di tutti ha strigliato i dem dopo la cocente sconfitta elettorale di marzo. Critico con Martina Paolo Gentiloni che da una festa dell’Unità spiega che c’è bisogno di una sola cosa che comincia con la lettera “c”, cioè Congresso e non cena.

In risposta a Orfini Martina ha annunciato che “il congresso ci sarà, faremo le primarie a gennaio, basta con questa idea che tutti possono dire di tutto, basta con la parole in libertà”. “Pensate davvero – ha replicato Orfini – che noi possiamo ripresentarci con il Pd come funziona oggi? Tutti dicono di voler superare il correntismo e poi chiedono di fare subito un congresso basato su accordi tra correnti e filiere di tessere e preferenze. Bene, facciamolo. E il giorno dopo? Ricominciamo come sempre, con la minoranza che combatte la maggioranza, con un maggioritario interno distruttivo e divisivo? Pensate davvero che così la risolviamo? Beati voi…”.

Intanto l’ex segretario e premier Matteo Renzi invita ad evitare il “fuoco amico” nel Pd. “Una volta alla settimana – scrive su Fb – parte il dibattito sul futuro del PD. C’è chi lo vuole sciogliere e chi lo vuole rilanciare. Chi propone cene di chiarimento e chi vuole congressi di discussione politica. Chi vuole la società civile e chi dice: più potere agli iscritti. Tutte scelte legittime e rispettabili”.

“Io penso – spiega ancora Renzi – che oggi il problema non sia il PD”. “Questo Governo è il problema del Paese, non il PD. La maggioranza parlamentare sta bloccando l’Italia, non l’opposizione”. “Il PD deve smetterla col fuoco amico che troppe volte ha colpito e indebolito chi stava al Governo. Ci sarà un congresso e chi lo vincerà avrà l’aiuto degli altri. Ma dopo sei mesi di analisi psicologica e di terapia di gruppo, possiamo iniziare a fare opposizione dura? Oppure c’è ancora qualcuno che pensa che dobbiamo fare l’accordo con i 5 Stelle che mettono in discussione i vaccini e mettono i bastoni tra le ruote a chi vuole creare posti di lavoro?”, conclude.