Decreto fiscale, accordo raggiunto tra M5s e Lega: “Nessun condono”

Pace fatta tra Di Maio e Salvini. Il Cdm valuta anche la risposta ai rilievi dell'Ue sulla manovra. Il ministro del Lavoro non arretra: "Il deficit al 2,4% rimarrà tale"

Carlomagno campagna novembre 2018
Il Premier Giuseppe Conte
Il Premier Giuseppe Conte (Ansa/Epa)

E’ stato raggiunto l’accordo sul decreto fiscale tra M5s e Lega. Al termine del Consiglio dei ministri il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno spiegato l’intesa. Non c’è nessun condono.

“Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo”, afferma il premier Conte in conferenza stampa al termine del Cdm.  “Dichiarazione integrativa riguarda il 30% in più di quanto già dichiarato con il tetto di 100mila per anno d’imposta: no a scudi di sorta all’estero” precisa il presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

“A scanso di equivoci – ha sottolineato Conte – abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità”.

“C’è un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettive, oggettiva, difficoltà economica” dice Giuseppe Conte. “Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto”, aggiunge

“Ho riferito delle interlocuzioni con Merkel e Macron, 50 minuti e non in piedi. Il clima che abbiamo in Europa è di dialogo e di disponibilità e lo abbiamo ribadito, siamo comodamente collocati in Europa”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

La riunione era stata anticipata da un vertice tra il presidente del Consiglio e i due vicepremier. Nel corso della riunione oltre al decreto fiscale, è stata valutata anche la risposta alla lettera Ue sulla manovra.

“A nome del governo smentisco che si sia pensato a una riduzione del deficit che resta al 2,4%. Se dovessimo ridurlo non avremmo la riforma alla Fornero, il reddito di cittadinanza”, puntualizza il vicepremier Luigi Di Maio, parlando con i cronisti fuori Palazzo Chigi che dice di accogliere “il responso di Moody’s con un grande sorriso, ce l’aspettavamo: ad ogni modo si parla di un Italia con un risparmio solido”.

Il vice premier ritiene invece superato il nodo del condono. “Ora smettiamola con il dire che c’è panna montata. Non la buttiamo in caciare, togliamo di mezzo il condono per gli evasori e andiamo avanti”. E aggiunge: “Ci fa molto piacere e siamo felici del no della Lega al condono. Sono amici ritrovati”, ha aggiunto.

“Alla Lega non interessa nessun condono – ha ribadito il vicepremier Matteo Salvini, in una nota diffusa prima del Consiglio dei Ministri. “Nel contratto si parla di saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia solo per chi ha fatto la dichiarazione dei redditi e non è riuscito a pagare tutto. Manteniamo gli impegni, rispettiamo il contratto e aiutiamo gli Italiani onesti, noi saremo felici e contenti”.