Show di Grillo a Italia a 5 stelle: “Riformare figura del Capo dello Stato”

Martina (PD): "Giù le mani dal Colle". Il fondatore del M5s rende ancora omaggio a Salvini "E' uno che mantiene la parola. L'etica della politica è la lealtà"

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Beppe Grillo con la "manina" sul palco di Italia a 5 stelle
Beppe Grillo con la “manina” sul palco di Italia a 5 stelle

Si è chiusa la kermesse “Italia a 5 stelle” del M5s al Circo Massimo, a Roma. Gli ultimi interventi sono stati di Davide Casaleggio, del premier Giuseppe Conte e di Beppe Grillo, fondatore del Movimento.

Ed è stato proprio il comico genovese a improvvisare uno dei suoi classici show presentandosi sul palco con una “manina” di un manichino, in riferimento ironico alla querelle sul condono tra il M5s e la Lega. “Beh, e adesso la satira a chi la faccio”, ha detto.

Poi affonda sul ruolo del presidente della Repubblica. “Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Il vilipendio… un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare”, afferma Grillo infiammando gli animi dei suoi, riferendosi alla vicenda in cui è accusato di vilipendio sull’ex presidente Napolitano.

E Grillo rende ancora omaggio a Salvini che è “uno che dice una cosa e la mantiene. L’etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come Dna diversi”. Le agenzie di rating? “Non ho più paura di nessuno e tantomeno di questi malati” ha detto Grillo nel lungo discorso (spettacolo) in merito al declassamento di Moody’s. Poi ha attaccato  Junker mimando il suo noto “barcollamento” dovuto agli alcolici.

“Con il debito ci sono due significati il debito e la colpa. Io non mi sento in colpa, il debito non deve creare una colpa, perché se dovesse creare una colpa la Germania nel 1953 doveva pagare e invece non ha pagato” dice il fondatore del Movimento sottolineando che i tedeschi sarebbero ridotti come la Calabria se avessero dovuto pagarlo. “Il debito è immorale per tutti”, ha detto ancora Grillo evidenziando i doppi pesi sulla massa debitoria di altri paesi cui è stata azzerata.

Grillo chiude il suo show, lungo come non si vedeva da tempo, con il suo solito brano blues. E saluta la platea facendo ancora riferimento alla galera – in cui dovrebbero andare i rivoluzionari, aveva scherzato poco prima – al caso di vilipendio in cui è coinvolto: “una promessa ve la faccio, se mi arrestano sarò più forte di prima”.

“Ci aspetta un cammino ancora lungo, gli oppositori se ne facciano una ragione”, ha afferma il premier Giuseppe Conte dal palco di Italia 5 Stelle. “L’Italia ora si fa rispettare nei consessi internazionali, con forza, dignità, determinazione e giusto orgoglio”. “Molti provavano a dissuadermi dall’incominciare questa esperienza, invece ho accettato con convinzione. Io il Movimento lo conoscevo, già 5 anni prima mi era stata chiesta la disponibilità per l’organo di autogoverno della magistratura, e io all’epoca dissi ‘non vi conosco’, ma mi fu risposto di fare solo il mio dovere e non ho mai ricevuto una sola indicazione in 5 anni”precisa Conte che sottolinea: “Mi sono decurtato del 20% lo stipendio. Mi sono ridotto lo scorta”.

“Stiamo lavorando intensamente dal primo giorno ma per realizzare tutto il nostro programma il nostro arco di impegno deve essere lungo: fino al 2023”, ha detto ancora Conte ribadendo che vuole “essere il garante del contratto di governo e questo Paese lo cambieremo con voi”. Per Conte “il programma da realizzare è lungo, abbiamo tante cose da fare, dobbiamo rinnovare il Paese dalle fondamenta”. “Il reddito di cittadinanza ci sarà, noi le promesse le manteniamo. Il governo non può disinteressarsi del problema della povertà”.

Il segretario del PD Maurizio Martina reagisce stizzito all’attacco di Grillo alla figura del capo dello Stato. “Il comico miliardario – dice – prenda in giro chi vuole, non c’è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca caro Grillo”.

“Ci dicono tutti che lo Spread si sta impennando per il timore diffuso che questo governo voglia uscire dall’euro e dall’Europa. Ribadisco qui ma ci saranno ulteriori forme solenni per ribadirlo che non c’è un piano B, c’è solo un piano, il piano A, che è cambiare questa Europa e rimettere al centro i valori”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a ‘In 1/2 Ora’ su Rai 3, ripetendo che “finche resterò capo politico del M5S e finché ci sarà questo governo non c’è nessuna volontà di lasciare Ue o la zona euro”. “Alla lettera in risposta all’Ue ci sta lavorando tutto il governo e in particolare il ministro dell’Economia Giovanni Tria e e il premier Giuseppe Conte”, ha chiarito Di Maio.