Berlusconi: “Dittatura in Italia” ma Salvini lo gela: “Al governo 5 anni”

Carlomagno campagna Jeep Compass dicembre 2018
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini distanti tra loro
Ansa

“C’è un’aria di illibertà, siamo in una democrazia illiberale, anticamera della dittatura, se continua così”, ha detto Silvio Berlusconi ai giornalisti arrivando al congresso dei giovani di Forza Italia a Roma, parlando del M5s al governo e dell’assoluzione del sindaco Raggi.

“La Lega – ha aggiunto il leader di Forza Italia – si accorgerà che non può tradire i suoi elettori e il governo cadrà. A quel punto ci sono due possibilità: o un mandato di governo al centrodestra che cerchi i voti in parlamento per una maggioranza, oppure nuove elezioni”.

Ma a stretto giro il leader della Lega rassicura il cav. dicendogli, senza citarlo, che non c’è nessun rischio. “Chi parla di rischio dittatura in Italia non ha ben presente che l’Italia sta bene”, ha detto Salvini. “Io vado in fondo e sto qua (al governo, ndr) per 5 anni, con il 30% o con il 50%”, ha detto più tardi il vicepremier riferendosi ai sondaggi sulla Lega.

“Siamo a metà classifica come il Milan. Milioni di persone hanno fiducia in noi. Ma mai montarsi la testa quando le cose vanno bene, perché chi si loda si sbroda” ha detto Salvini.

Intanto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede fa sapere a ‘In 1/2 ora in più che “sicuramente ci sarà una legge sul conflitto di interessi, è una nostra priorità. Una parte riguarderà l’editoria”. Bonafede ha sottolineato che “chi è padrone di un giornale e ha interessi economici rilevanti” può essere portato “a direzionare l’informazione”.

Occorre “abolire il finanziamento pubblico all’editoria”, sostiene il sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano (M5s), che fa eco a Bonafede e commenta la vicenda che ha portato all’assoluzione di Virginia Raggi.

“Troppi giornali – spiega l’esponente di governo – sono ormai in chiaro conflitto di interessi e per decenni hanno preso milioni di soldi pubblici tramite le tasse dei cittadini per poi fare propaganda politica per i loro editori tesserati o proprietari di partiti politici”. “Quasi tutti i giornali – afferma Di Stefano – hanno raccontato la vicenda Raggi condannandola già prima della sentenza. Ieri la sindaca di Roma è stata assolta e finalmente la macchina del fango innescata contro di lei ha avuto una battuta d’arresto, perché questa è la pazza realtà in Italia: una stampa che per anni è stata accondiscendente con chi ha commesso le peggiori nefandezze e che si risveglia solo quando governa chi non è di ‘suo’ gradimento”. “Vogliamo una stampa indipendente e obiettiva – conclude – perché questo non è giornalismo”.

“Solidarizzo con i colleghi giornalisti che fanno bene il loro lavoro, non con chi applica pregiudizi”, dice Salvini, commentando, a margine della sua visita a Eicma, a Milano, i duri commenti nei confronti dei giornalisti da parte di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dopo l’assoluzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Faccio il giornalista e apprezzo la libertà di pensiero e critica – ha aggiunto -, ma a volte non c’è informazione ma pregiudizio nei confronti di questo. Ma me lo tengo per me e vado avanti”.