Summit sulla Libia: Haftar: “Nel paese entrano i terroristi dell’Isis”

"Siamo sempre in stato di guerra e il Paese ha bisogno di controllare le proprie frontiere", ha detto il generale sottolineando la necessità di bloccare l'immigrazione clandestina

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Conference Libia a Palermo
Giuseppe Conte tra il generale Khalifa Haftar, a destra, e il presidente Fayez al-Sarraj, a sinistra.

Riunione a Villa Igiea a Palermo con il premier Giuseppe Conte e i leader libici Fayez al Sarraj e Khalifa Haftar. All’incontro, a margine della Conferenza per la Libia, partecipano anche il premier russo Dmitri Medvedev, il presidente dell’Egitto Al Sisi, il presidente della Tunisia Essebsi, il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, il ministro degli Esteri francese Le Drian, il premier algerino Ouyahia e l’inviato Onu per la Libia Salamè.

Il generale libico Khalifa Haftar e il premier del governo di unità nazionale Fayez al Sarraj si sono stretti la mano, alla presenza del premier Giuseppe Conte, nel corso dell’incontro a Palermo a margine della conferenza sulla Libia. I due leader rivali si sarebbero anche scambiati un bacio.

“Non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”, ha detto Haftar nel corso della riunione a Palermo con il presidente del governo di unità nazionale libico Fayez al Sarraj. Parole che si riferiscono ad un’assicurazione da parte di Haftar a Sarraj che potrà restare al suo posto fino alle elezioni libiche.

“Siamo sempre in stato di guerra e il Paese ha bisogno di controllare le proprie frontiere”, ha detto il generale Haftar parlando al microfono di una televisione libica a Palermo. “Abbiamo frontiere con la Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, Sudan ed Egitto e la migrazione illegale viene da tutte le parti”, ha aggiunto Haftar a “Libya Hadath” sottolineando che il fenomeno favorisce l’ingresso di miliziani e terroristi islamici.

“I leader di questi stati sicuramente hanno un punto di vista su questo tema e devono aiutarci almeno controllando le loro frontiere in maniera di non permettere l’immigrazione clandestina che ci crea il problema delle milizie, al-Qaida, Daesh (Isis, ndr), movimento islamico e integralisti che entrano attraverso le nostre frontiere”, ha aggiunto Haftar nella breve intervista in video ripresa ieri sera e rilanciata stamattina sulla pagina Facebook del giornale libico Enwan.

Va sottolineata l’importanza di una riunione di questo tipo perche’ è stato complicato organizzarla e averla organizzata è stato un grandissimo successo per l’Italia”. Lo riferiscono fonti del governo alla conferenza per la Libia a Palermo. “Noi dobbiamo tifare Italia, capisco odiare questo governo, tutti i giorni prendiamo fango in quantità. E’ stato scritto di tutto che la conferenza è stata un fallimento, che mancavano i protagonisti. Cose insensate. I protagonisti c’erano tutti. Scrivere che non c’erano è un’offesa allo straordinario lavoro diplomatico che è stato fatto”

“Il maresciallo Haftar è arrivato in Italia ieri (lunedì) per una serie di incontri con i leader di Paesi vicini. Non è lì per partecipare alla Conferenza di Palermo”, ha twittato, in italiano e inglese, il portavoce dell’esercito nazionale libico guidato dall’uomo forte della Cirenaica.