Corruzione, arrestato presidente del Campidoglio Marcello De Vito (M5s)

In manette anche altre persone. L'inchiesta verte sul nuovo stadio di Roma. Di Maio tuona: "E' già fuori dal movimento"

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Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea Capitolina
Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina (Ansa)

Marcello De Vito di M5S, presidente dell’assemblea capitolina, è stato arrestato dai carabinieri per corruzione nell’ambito della inchiesta della Procura sul nuovo stadio della Roma. Sono in corso perquisizioni in Campidoglio da parte dei carabinieri nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto.

Le perquisizioni stanno interessando anche uffici di Acea, l’Italpol e la Silvano Toti Holding Spa. De Vito è stato arrestato nell’ambito di una operazione del Comando Provinciale di Roma che ha portato ad altri tre arresti e una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale nei confronti di due imprenditori. I reati ipotizzati, a seconda delle posizioni, sono di corruzione e traffico di influenze illecite.

L’indagine riguarda, oltre alle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, anche la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’indagine ha fatto luce su una serie di presunte operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato ed un uomo d’affari, che fungono da raccordo con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

L’arresto del presidente del Consiglio del Consiglio comunale di Roma Capitale ha suscitato reazioni immediate all’interno del Movimento 5 stelle, su tutti il capo politico Luigi Di Maio: “Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri”, annuncia Di Maio via Facebook. “Nessuno sconto a chi ha sbagliato”, dice anche il sindaco di Roma Virginia Raggi aggiungendo che “non c’è spazio per le ambiguità”.

“Quanto emerge in queste ore oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del MoVimento, è inaccettabile”.