Salvini: “A giugno il taser alle Forze dell’ordine”. Polemica su Roma con Raggi

Il vicepremier è anche tornato ad attaccare il compenso di Fabio Fazio. "Le regole della condicio lo impongono ma non andrò da lui se non si dimezza lo stipendio".

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Matteo Salvini
Matteo Salvini

“A giugno arriva in dotazione delle forze dell’ordine la pistola elettrica“. E’ quanto ha annunciato il ministro dell’interno Matteo Salvini in occasione della convention del suo partito nel Lazio. Il “taser”, come lo chiamano, è uno strumento che serve a polizia e carabinieri a immobilizzare, con una scarica elettrica, un malvivente e renderlo inoffensivo qualora si renda minaccioso o pericoloso.

Salvini è anche tornato ad attaccare il compenso di Fabio Fazio. “Le regole della par condicio – ha evidenziato – prevedono che da Fazio ci debbano andare i 4 leader: penso che per coerenza e rispetto agli italiani io da Fazio non ci andrò a meno che non si dimezzi lo stipendio”. Salvini ha attaccato lo stipendio di Fazio soprattutto – ha detto – “in un momento economico di difficoltà” e in cui anche gli italiani poveri sono costretti a pagare il canone.

Per il ministro dell’Interno e vicepremier bisogna “aumentare le pene per gli spacciatori e ridurre la quantità di cui possono essere in possesso per evitare la galera”, ha detto ancora in conferenza stampa aggiungendo: “Bisogna trasformare da lotta a guerra la battaglia contro gli spacciatori”.

Intanto monta la polemica tra il leader della Lega e il sindaco di Roma Raggi dopo che il ministro ha evidenziato la sporcizia di Roma. “Non occorre uno scienziato per portare via la mondezza, svuotare i cestini, evitare i gabbiani stile avvoltoi. Io ho invitato la gente a votare la Raggi ma ora quando la gente mi vede dice: fate presto”, ha detto Salvini.

“Ieri – ha aggiunto – il sindaco di Roma c’è rimasta male ma bisogna avere le spalle larghe: se si vuole fare il sindaco o il ministro, o l’assessore si deve capire cosa si è in grado di fare”, ha detto ancora Salvini che aggiunge “ieri c’è stata la gara di “Formula E”. Probabilmente l’unico momento in cui le macchine giravano per Roma senza fermarsi”, ha affermato.

A stretto giro la replica di Virginia Raggi. “A Salvini voglio dire che ho le spalle larghe e non mi spavento facilmente”, scrive il sindaco su Fb. “Io le villette dei clan mafiosi le ho abbattute, dopo decenni di silenzio delle precedenti giunte: otto case del clan Casamonica buttate giù dalla ruspa. Infine, per togliere la spazzatura non serve assolutamente uno scienziato ma sono necessari duro lavoro e costanza. Di certo non bastano due tweet e qualche battuta ad effetto. Ma io non voglio inutili polemiche elettorali. Lavoriamo!”.

“Chiariamolo ancora una volta: non facciamo sborsare un euro in più allo Stato e alle altre amministrazioni per il vecchio debito di Roma”, aggiunge Raggi. “Anzi facciamo risparmiare agli italiani e ai romani 2,5 miliardi di euro, tagliando i folli tassi di interesse delle banche su quei 13 miliardi di debito che hanno fatto le precedenti amministrazioni. Da quando ci siamo noi, il debito è addirittura sceso perché noi teniamo i conti in ordine e non ne facciamo altro”.

La controreplica leghista – “Nessun regalo milionario per coprire amministratori incapaci. Migliaia di altri Comuni italiani hanno gli stessi problemi e identici diritti. Roma è una città bellissima da troppo tempo trascurata e abbandonata: chi ha sbagliato paghi!”, rincarano in una nota Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capigruppo della Lega in Senato ed alla Camera.