Report: “Siri ha acquistato un palazzo per la figlia”. È scontro tra M5S e Lega

Il notaio che ha stipulato l'atto ha segnalato l'operazione come sospetta. Salvini al M5s: "Ora tappatevi la bocca"

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Di Maio Salvini rai3 mezzora

Il sottosegretario Armando Siri avrebbe acquistato per la figlia una palazzina a Bresso, vicino a Milano, con 585 mila euro provenienti da un mutuo acceso presso una banca di San Marino ed il notaio che ha stipulato l’atto ha segnalato la compravendita come operazione sospetta di riciclaggio. E’ quanto si afferma in una inchiesta di Report, il programma di Sigfrido Ranucci in onda domani su Rai 3, anticipata nell’edizione del Tg3 delle 19.

“Abbiamo scoperto – afferma Ranucci – che 600 mila euro sono partiti da una banca di San Marino, Banca agricola, e sono finiti sul conto di un notaio e sono stati utilizzati dal senatore Siri per acquistare una palazzina a Bresso intestata alla figlia. Il notaio ha pensato di segnalare l’operazione come sospetta”. E alla domanda su quali siano, in genere, i casi in cui un notaio segnala un’operazione sospetta, il professionista risponde: “In generale può essere anche sicuramente la provenienza dei capitali…”.

La giornalista di Report poi chiede se vi siano state delle garanzie reali per ottenere il mutuo e il notaio risponde: “Ah questo io non glielo posso dire, io posso dire che garanzie reali nell’atto o con atto successivo almeno a mio rogito non ce ne sono…”. Ranucci quindi osserva che, “visto che il senatore Siri ha alle spalle un patteggiamento per bancarotta fraudolenta, ha avuto un immobile pignorato nel 2011 dall’Inpgi, ha dichiarato nel 2017 25.000 euro di reddito, ci siamo chiesti con quali garanzie sia stato erogato questo mutuo”.

Intanto non si placano le polemiche sull’esponente del governo che è indagato per corruzione per una presunta mazzetta ricevuta al fine di favorire impianti di energia eolica con un suo emendamento però mai approvato e non entrato nel def.

Di Maio: “Grave che sottosegretario abbia tentato di favorire un singolo”

“Io dico a Salvini: è bello fare il forte con i deboli, ma questo è il momento del coraggio”, afferma il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio a “1/2 ora in più”. Il rinvio a giudizio “non ha senso. Qui la questione non è l’inchiesta in sé ma il fatto che un sottosegretario abbia tentato di favorire un singolo con un emendamento. E’ la classica storia italiana. Il tema è quell’atteggiamento da casta per il quale siccome sei al governo ti senti in grado di favorire il singolo”.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe essere convocato mercoledì, al 99% sarà mercoledì”, dice Di Maio, ribadendo come la questione Armando Siri per il M5S sia talmente “dirimente che abbiamo chiesto al presidente del Consiglio di proporre il decreto di revoca”.

“Sulla questione morale il M5S non fa passi indietro e alla Lega chiediamo di non cambiare sempre discorso, ma di tirare fuori le palle su Siri e farlo dimettere”: scrive il M5S in un post sul blog delle Stelle. Salvini dovrebbe mostrare più coraggio e maggiore coerenza visto che in occasione delle dimissioni della sottosegretaria ai Trasporti Simona Vicari, perché indagata per concorso in corruzione, diceva: “Le dimissioni del sottosegretario non mi soddisfano. Non basta chiedere scusa e dimettersi”, attacca il M5S.

La replica di Salvini: “I processi in Italia si fanno in tribunale e non in piazza. Funziona così in democrazia”, dice in un primo momento. Poi un ultimatum: “Gli amici dell’M5s pesino le parole. Se dall’opposizione insulti e critiche sono ovvie, da chi dovrebbe essere alleato no. La mia parola è una e questo governo va avanti cinque anni, basta che la smettano di chiacchierare. Mi dicono ‘tiri fuori le palle’? Ricevo buste con proiettili per il mio impegno contro la mafia. A chi mi attacca dico tappatevi la bocca, lavorate e smettete di minacciare il prossimo. È l’ultimo avviso”.

In mattinata, Salvini ha tenuto un comizio al Galluzzo, frazione alle porte di Firenze, in sostegno del candidato sindaco del centrodestra Ubaldo Bocci. “Non ascolto gli insulti di chi dovrebbe essere mio alleato. Sarebbe meglio se gli M5s ci aiutassero a cambiare in meglio questo paese senza offendermi ogni giorno”. Rivolto al premier, ha affermato: “Caro Conte ridurre le tasse a famiglie e imprese è emergenza nazionale di questo paese. Tutto il resto viene dopo”.