E’ morto Gianni De Michelis, più volte ministro del Psi nella Prima Repubblica

L'esponente di spicco del Psi di Bettino Craxi è stato per molti anni titolare di importanti dicasteri come il Lavoro e gli Esteri. Veneziano, aveva 78 anni

Carlomagno campagna Alfa Romeo Stelvio Luglio 2019

E’ morto Gianni de Michelis, ex esponente di spicco del Partito socialista italiano nell’era di Bettino Craxi e per molti anni più volte ministro nella cosiddetta “Prima Repubblica” con governi sostenuti dal vecchio pentapartito, poi spazzato via da Tangentopoli. L’esponente politico aveva 78 anni. Era ricoverato da qualche giorno all’ospedale di Venezia, sua città natale, per il peggioramento delle condizioni generali di salute. Era stato fra l’altro stato ministro degli Esteri e del Lavoro, e nel Psi era arrivato a diventare il vice segretario nazionale.

Laureato in Chimica e professore universitario, De Michelis ha avuto alle spalle una lunga esperienza politica e di governo. È stato parlamentare per sei legislature: deputato alla Camera dal 1976 al 1994. Rieletto con il Nuovo Psi nel 2006 si dimise per incompatibilità in quanto anche europarlamentare dal 2004 fino al 2009.

Più volte ministro è stato titolare delle Partecipazioni statali dal 1980 al 1983 (con premier Cossiga, Forlani, Spadolini e Fanfani); ministro del Lavoro e della previdenza sociale (1983-1987) quando a palazzo Chigi c’era Craxi; vicepresidente del Consiglio dei ministri (1988-1989), con premier Ciriaco De Mita, e poi ministro degli Affari Esteri, dal 1989 al 1992, quando presidente del Consiglio era Giulio Andreotti.

Nel 2001, dopo lo scioglimento del Partito socialista, fondò con Bobo Craxi il Nuovo Psi, che poi confluì nella Casa delle libertà di Silvio Berlusconi. De Michelis, come Craxi, apparteneva al cosiddetto “socialismo di destra” con posizioni antitetiche alla sinistra. Infatti, dopo la scesa in campo di Berlusconi si trovò in grande sintonia con l’attuale leader di Forza Italia.

Gianni De Michelis aveva una grande passione per il ballo e non era raro trovarlo nelle discoteche in compagnia di belle donne. Come tutto lo stato maggiore e la classe dirigente socialista, De Michelis venne travolto dagli scandali di Tangentopoli. A seguito delle inchieste giudiziarie del pool di “Mani pulite”, è stato sottoposto dal 1992 in poi a 35 diversi procedimenti giudiziari quasi tutti infondati. Infatti moltissime sono state le assoluzioni. Fu condannato in via definitiva solo in due processi, patteggiati, per presunte tangenti sulle autostrade del Veneto e nell’ambito dello scandalo Enimont.