Consiglio dei ministri infuocato, il governo Conte è alla prova del nove

In serata riunione dell'esecutivo dopo il durissimo scontro preelettorale tra M5s e Lega, sempre più ai ferri corti. Sul tavolo il decreto sicurezza bis e il dl sulla famiglia.

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Salvini, Di Maio, Conte e Giorgetti in una foto di archivio in cui appaiono contenti prima dello scontro preelettorale

Consiglio dei ministri infuocato stasera a Palazzo Chigi. Sul tavolo ci sono il decreto sicurezza bis proposto dal vicepremier Salvini, e quello sulla famiglia, proposto da capo dei Cinquestelle Di Maio. Dopo il lungo scontro in questa campagna elettorale tra le due forze politiche alleate, dopo un primo round pomeridiano, stasera si va alla prova del nove, costretti a guardarsi negli occhi.

Si capirà se dopo le elezioni europee del 26 maggio l’esecutivo Conte possa proseguire nell’attuazione del contratto di governo siglato lo scorso anno, oppure se una delle due forze, Lega o M5s, stacca la spina al governo del cosiddetto cambiamento.

C’è chi parla di una “farsa” per recuperare consenso, almeno per i 5s, ma i toni usati e la dura contrapposizione tra i due partiti di maggioranza sono stati tali che più di un osservatore si è lasciato andare a considerazioni pessimistiche sul futuro del governo giallo-verde.

La giornata è iniziata con le dure posizioni espresse dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti che in una intervista ha affermato che il premier “è di parte”, ossia tira le parti dei pentastellati.

Scompiglio nel movimento grillino cui si aggiunge la dura reazione di Giuseppe Conte che giudica “gravissime” le affermazioni del numero due della Lega. L’acqua bollente la stempera poi Salvini che ha riferito: “Ho fiducia in Conte, assolutamente”.

“Se si mette in dubbio l’imparzialità e l’operato del presidente del Consiglio – ha commentato Conte le frasi di Giorgetti – si mette in discussione anche l’azione di governo e allora bisogna farlo in base a percorsi chiari e trasparenti. Le sedi ufficiali sono innanzitutto il Consiglio dei ministro e in prospettiva anche il Parlamento. Non possiamo accettare allusioni, insinuazioni affidate alla stampa con una mezza intervista, un mezzo video su facebook. Chi lo fa se ne assuma conseguentemente la responsabilità”.

“Tra un po’ si va a battagliare in Consiglio dei ministri”, ha detto Matteo Salvini ai suoi followers durante una diretta Facebook annunciando l’inizio, a breve, del Cdm sul decreto sicurezza bis e sul decreto famiglia. “Mi sto preparando – ha aggiunto – ora ci si cambia camicia e giacca e si va”.

Intanto, i decreti sicurezza-bis e sulla famiglia, sono stati inviati per conoscenza al Quirinale. Lo scontro principale è sul dl sicurezza su cui Di Maio ritiene non ci sia alcun riferimento ai cosiddetti rimpatri sui migranti, cavallo di battaglia elettorale di Salvini.

“Io porterò il decreto per 1 miliardo di euro per aiuti alle famiglie, quelle famiglie che hanno bimbi piccoli o che vogliono averne e che hanno gli aiuti più bassi d’Europa”, ha detto in mattinata a il vicepremier Luigi Di Maio. “Ho sentito che qualche membro del governo vorrebbe dirottare su altre misure questi soldi ma questo miliardo non si tocca”, ha detto riferendosi ai leghisti che vorrebbero veicolare queste somme al taglio delle tasse e alle imprese.

“Il decreto sicurezza bis è pronto con norme contro camorristi, scafisti, teppisti da stadio e per chi aggredisce la gente in divisa e in servizio. Spero niente scontri”. “Non sono certo io a rallentare gli aiuti alle famiglie, ma spero che nessuno rallenti qualcosa che rende l’Italia un paese più sicuro”, ha affermato il ministro dell’Interno Salvini a margine dell’evento Alis ha risposto a chi gli chiedeva se fosse disponibile a votare il decreto sulla famiglia voluto dai 5 Stelle. Il vicempremier ha poi ribadito che il Cdm dovrebbe essere oggi pomeriggio “come previsto, con all’ordine del giorno il decreto Sicurezza”.

“E’ questa la frontiera su cui peserò quanto va avanti il governo”, ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini al forum dell’Ansa, parlando della flat tax. “Tutto il resto viene dopo: immigrazione, sicurezza, pensioni, ambiente, conflitto interessi, sono tutte cose importanti ma tasse e lavoro sono centrali”, ha aggiunto.

“Se in Italia – sottolinea Salvini – io ho un governo che mi sostiene su questo, come peraltro da contratto, il governo andrà avanti spedito. Se qualcuno inizia a dire ‘Vabbè, ma vediamo, dipende, più avanti..’. No, questo è il momento del coraggio”.

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