7 Dicembre 2021

Di Maio ottiene la fiducia e resta capo del M5S con l’80%

A favore hanno votato 44.849 iscritti. In 11.278 hanno invece votato contro. Governo avanti. Il leader pentastellato già al lavoro per un giro di vite e riorganizzare il movimento

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Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Luigi Di Maio è stato confermato capo politico del M5S con l’80% delle preferenze nel voto tra gli iscritti grillini sulla piattaforma Rousseau. A dire sì alla conferma sono stati 44.849 votanti. In 11.278 hanno invece votato contro.

“La riconferma del mio ruolo – ha detto su Facebook, Di Maio – è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità. Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa che per me deve prevedere compiti ben precisi in capo a persone individuate dal M5S, deleghe su economia, territori, liste civiche, imprese, lavoro, ambiente, sanità, la tanto discussa comunicazione. Non perderò tempo, domani avrete già novità sul rinnovo di alcuni ruoli e procedure interne”.

“Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! – ha aggiunto -. Ringrazio chi mi ha confermato la fiducia, chi si è astenuto e chi ha votato contro. Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà. Sono sicuro che insieme ripartiremo più forti di prima. Per il MoVimento 5 Stelle e per il Governo italiano che sosteniamo”.

Il voto sulla nuova fiducia al capo politico dei pentastellati era stato annunciato dallo stesso Di Maio dopo le aspre critiche ricevute all’indomani della sconfitta elettorale alle elezioni europee. Il primo a esprimere “vicinanza” al leader dei Cinquestelle era stato Matteo Salvini con cui, ha fatto sapere, “lavoro bene e le attività del governo possono andare avanti per altri 4 anni”. Lo stesso Beppe Grillo aveva espresso solidarietà a Di Maio evidenziando che non c’era bisogno di un altro voto: “Di Maio continui la sua battaglia”.

L’esecutivo Conte andrà quindi avanti, a meno di altre scelte in cui si mette in discussione il contratto di governo tra Lega e M5s e, inoltre, un’alleanza che nei numeri usciti dalle urne ha ribaltato i rapporti di forza tra i due movimenti politici. Non si esclude un rimpasto nel governo, né che salti qualche poltrona in quota dissidenti”


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