Caos nei dem, Renzi lascia il PD. Farà un nuovo partito

Giachetti lascia intanto la direzione dem. L'ex candidato al congresso ha affermato sin da subito la sua contrarietà all'accordo Pd-M5s

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Matteo Renzi a Porta a Porta (Ansa)

Matteo Renzi lascerà il PD. La “scissione”, nell’aria da tempo, è stata annunciata dallo stesso ex premier ed ex segretario dem in alcune interviste. Lo strappo si è consumato dopo i dissidi interni al PD in vista della formazione del nuovo governo Conte bis. La decisione avviene proprio nel giorno in cui hanno giurato i 42 tra viceministri e sottosegretari.

Fino all’ultimo alcuni fedelissimi hanno tentato di fermarlo, tra cui il sindaco di Firenze Dario Nardella. Ma ormai Matteo Renzi sembra deciso: con un’intervista ad un quotidiano e poi nel salotto di Porta a Porta, annuncerà le ragioni che lo spingono a lasciare il Pd e a mollare gli ormeggi per il suo nuovo movimento che, affiancando i comitati civici di “Ritorno al futuro”, nascerà sia in Parlamento con un gruppo autonomo alla Camera e una componente nel misto al Senato, sia al governo con 2 ministri, Bellanova e Bonetti, e due sottosegretari, Ascani e Scalfarotto.

In un’intervista di sabato scorso al Times, l’ex premier raccontava di aver lavorato quando era sindaco nell’antico studio di Machiavelli ma “posso dirvi che non sono machiavellico”. In molti, però, nel tempismo scelto nel decidere lo strappo dal Pd, vociferato da mesi ma ora imminente subito dopo la nascita del Conte bis, vedono l’accostamento con le tesi del filosofo fiorentino.

Ma, assicurano i renziani, il nuovo movimento, che potrebbe chiamarsi ‘Italia del sì’, non sarà un pericolo per il governo anzi “paradossalmente – garantisce Renzi sempre nell’intervista al Times – ne amplierebbe il sostegno”.

Non è chiaro se in Parlamento, dove siedono tra le due Camere, una sessantina di suoi fedelissimi, almeno sulla carta, Renzi continuerà a sostenere il governo Conte. Nessun contatto, invece, spiegano al Nazareno, con il segretario Nicola Zingaretti che anche ieri ha lanciato un nuovo appello ad evitare una scissione del Pd.

Intanto, Roberto Giachetti annuncia le proprie dimissioni dalla Direzione del Pd, perché poco convinto dell’alleanza con M5s, in contrasto alla quale aveva presentato la propria candidatura al Congresso del partito vinto da Nicola Zingaretti.

L’annuncio in un video pubblicato su Facebook. “Capisco perfettamente le ragioni per cui abbiamo deciso di fare questo accordo – afferma il deputato – e in cuor mio io, davvero, mi auguro che possa funzionare. Non posso, però, rinnegare le mie convinzioni sul Movimento 5 stelle e su tutto quello che è successo in questi anni, perché sono cose che a me pesano”. E continua ricordando di essere stato “il frontman della campagna che negava qualsiasi possibilità di fare un accordo con loro”. Da qui la conclusione: “Non potrei continuare a stare in una cabina di regia politica che deve sostenere questo progetto, non essendone convinto fino in fondo”.