Roma, Centrodestra contro la Raggi. Salvini: “E’ una calamità”

Carlomagno Faro istituzionale

E’ ricominciata la ‘corsa’ su Roma. Da settimane il centrodestra è tornato a picchiare duro sulla Giunta Raggi e ha cominciato a ‘martellare’ pure il presidente della Regione, Nicola Zingaretti. L’ultimo pretesto, l’emergenza rifiuti. Sono giorni che Matteo Salvini spara a zero sul sindaco, invitandolo a dimettersi al più presto (”E’ una calamità naturale, fare il sindaco non è il suo mestiere…”) senza risparmiare l’attuale segretario Dem (“Raggi e Zingaretti? Chi si somiglia, si piglia…”).

L’obiettivo del ‘Capitano’ è rilanciare la città sotto le insegne del Carroccio. Con questa strategia, raccontano, il segretario di Via Bellerio ‘prenota’ un sindaco leghista e apre, nello stesso tempo, un altro fronte coi grillini e il Pd. Anche Forza Italia e Fratelli d’Italia vogliono ‘la testa di Virginia’ e se la prendono con Zingaretti, artefice del Conte bis con Luigi Di Maio. Raggi si difende e replica via Twitter in particolare al leader della Lega: “Salvini è un chiacchierone: quando era al governo non ha fatto nulla per Roma”.

Dietro gli attacchi al primo cittadino pentastellato e al leader Dem c’è la partita, tutta da giocare, all’interno della coalizione di centrodestra, per la ‘conquista di Roma’ alle prossime comunali. Lega Fi e Fdi si sentono già in campagna elettorale per la conquista del Campidoglio e, prima o poi, i rispettivi leader dovranno mettersi attorno a un tavolo per individuare un candidato sindaco comune. Salvini ha chiarito che ”il centrodestra può vincere se è unito” in Umbria, così come altrove.

Tra gli azzurri, però, c’è chi teme ”Matteo possa fare tutto da solo”, mentre Fratelli d’Italia si aspetta di essere coinvolta e qualcuno, tra i parlamentari del partito di Giorgia Meloni, pensa alle primarie per mettere tutti d’accordo. Libero dal vincolo di palazzo Chigi, dopo aver mollato i Cinque stelle, Salvini è pronto a dare battaglia al Conte bis su più fronti e vuole innanzitutto rafforzarsi sul territorio, provando a vincere tutte le competizioni regionali, a cominciare da Umbria e Emilia Romagna. E guarda già lontano, fissa nel suo mirino la Capitale. Fdi rivendica il ‘primato’ della ”guerra” alla Raggi e si augura che il futuro sindaco di Roma sia un nome condiviso, scelto dopo un confronto interno alla coalizione.

“E’ dalle ultime europee -ricorda il deputato Federico Mollicone- che Fratelli d’Italia sta chiedendo le dimissioni della Raggi con una petizione. Siamo in campagna elettorale permanente e noi siamo capofila dell’opposizione, anche perché fino ad ora siamo stati l’unica opposizione in Campidoglio con il capogruppo De Priamo e gli altri consiglieri. Adesso siamo contenti che ci sia questa mobilitazione di tutte le altre forze politiche e auspichiamo che si trovi un candidato vincente, che non risponda solo agli interessi di parte”. Mollicone vede di buon occhio l’ipotesi di primarie: ”Noi le abbiamo sempre fatte. Ricordo che siamo andati via dal Pdl perchè vennero bloccate le primarie per scegliere la leadership del centrodestra. Le primarie fanno parte del nostro Dna e non le temiamo. Per noi, comunque -avverte l’esponente Fdi- il tema centrale è Roma Capitale, poteri e fondi speciali”.

Ieri Forza Italia è tornata ad attaccare Raggi sulla questione rifiuti per bocca della deputata Maria Spena: ”Se nella politica nazionale i giochini di palazzo hanno prevalso dando vita al governo giallorosso, altrettanto non si può dire per la regione Lazio e il Comune di Roma, il cui unico frutto è il rimpallo di responsabilità mentre Roma affoga. L’alleanza ‘giallorossa’ -sottolinea la parlamentare azzurra- è un frutto avvelenato, funziona solo nelle stanze dei bottoni, nei fatti è un totale fallimento perché incapaci di risolvere i problemi”. (Adnkronos)