Centrodestra, 200mila in piazza per l’avviso di sfratto a Conte, Pd e M5s

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Circa duecentomila persone hanno riempito nel pomeriggio Piazza San Giovanni a Roma per lanciare il guanto di sfida al governo giallorosso. Una “prova di forza” voluta dalla Lega di Matteo Salvini in una manifestazione cui hanno partecipato gli altri leader del centrodestra, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, uniti nel dare l’avviso di sfratto al premier Conte e ribadire che questo esecutivo “è nato nei palazzi ma non ha nessun collante con gli italiani”, tranne quello che “li tiene attaccati alle poltrone”, hanno rimarcato sul palco dove campeggiava la scritta “Orgoglio Italiano”.

Una piazza gremita quella che “un tempo veniva riempita dalla Cgil”, e che ora, invece, “è stracolma” di militanti, elettori e simpatizzanti dei tre partiti maggiori della coalizione guidata da Salvini. Ma anche “operai, persone che una volta votavano a sinistra”. Perché, sottolinea il leader nel suo intervento (prima anche la Meloni) “alle manifestazioni del Pd e della sinistra vanno ormai solo i banchieri e i finanzieri”. Per dire, che “il popolo” sta con loro, fuori dai palazzi e dal potere e che non aspetta altro che “tornare al voto per mandarli a casa”. “Raccoglieremo migliaia di firme per l’elezione diretta del capo dello Stato”, annunciano Salvini e Meloni indicando i gazebo ai margini della piazza dove sventolano bandiere tricolori, ma pure quelle di partito.

Stesso motivo negli interventi della leader di Fratelli d’Italia e di Silvio Berlusconi il quale bolla questo governo come quello delle “cinque sinistre”, se a “M5s, Pd, Leu e Renzi”, si somma quella sinistra che per lui “ha più potere”: “quella giudiziaria”, dice il cavaliere ricordando i suoi “88 processi e le oltre 3.700 udienze” da quando scese in campo nel ’94.

A 83 anni compiuti, il presidente di Forza Italia non tradisce le aspettative e si presenta sul palco di San Giovanni per dare testimonianza e spronare gli “eredi” della coalizione che ha fondato che “solo uniti si vince”.

Non sono mancati gli strali al sindaco di Roma Virginia Raggi “responsabile del caos” nella capitale. Così come pure al M5s “incoerente e traditore” per essersi alleato in Umbria con “lo stesso Pd” protagonista dello scandalo nella sanità.

“E’ il governo delle tasse” ma anche quello che vuole “oscurare l’identità” italiana, è stato detto, con riferimento al ministro dell’Istruzione Fioramonti che vuole togliere i crocifissi nelle scuole. Ma, dice Meloni, “io mi chiamo Giorgia, sono italiana e sono cristiana”, afferma ricordano il motto “Dio Patria e Famiglia”, l’opposto del principio di “genitore uno e genitore due”.

La leader di Fratelli d’Italia non ha risparmiato bordate a Beppe Grillo, fondatore dei Cinquestelle: “Grillo è passato dal Vaffaday contro il Pd, al Vaffaday contro chi non governa con loro”. La piazza si scalda e in modo corale grida “Grillo, grillo, vaffa…”.

La diretta di Piazza San Giovanni

“I cinquestelle – ricorda Meloni – qualche anno fa volevano aprire il parlamento come una scatoletta di tonno; ora sono stipati come sardine in salamoia”, dice in riferimento all’alleanza di governo col Pd.

Salvini ha detto tra l’altro, che in piazza non ci sono estremisti “ci sono sono uomini normali, c’è il popolo contro l’elite, piazza contro palazzo. Siamo 200 mila, e duecentomila grazie”, ha affermato tra gli applausi.

“Sorrido quando sento Beppe Grillo che vorrebbe togliere il voto agli anziani…Oggi tocca a loro, poi lo faremo con i disabili”, ha detto Salvini. E ancora dalla piazza si solleva il coro del “vaffa” al comico.

“Siamo orgogliosi di essere italiani”, ha ribadito i leader del Carroccio auspicando di mandare a casa la sinistra in tutte e nove le regioni che sono chiamate al voto, Umbria, Calabria e Emilia-Romagna in primis. Sulla questione dei migranti ha sottolineato: “Al governo abbiamo gente con le mani sporche di sangue” dice in riferimento ai migranti morti nel Mediterraneo per la politica dei “porti aperti” che “incentivano le partenze”.