Gregoretti, “Salvini va processato”. La Lega vota per “l’incriminazione” del capo. A febbraio in aula

La giunta delle immunità ha dato il via libera. Il prossimo mese in aula al Senato. La maggioranza diserta, ma è spiazzata dalla mossa dei leghisti di votare "no" alla proposta di Gasparri che voleva negare l'autorizzazione.


Ansa

Via libera della Giunta delle immunità del Senato al processo a Matteo Salvini sull’ipotesi di accusa di sequestro di persona per il caso Gregoretti. La Giunta ha respinto, con i voti del Carroccio, la proposta del presidente Gasparri di negare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno.

A votare per il sì al processo i 5 senatori della Lega, Pillon, Stefani, Augussori, Urraro e Pellegrini, facendo seguito a quanto chiesto dallo stesso Matteo Salvini. Contro il processo invece il presidente Gasparri con i tre senatori di Forza Italia e il membro di Fratelli d’Italia. Il risultato di pareggio, come determina il regolamento, fa prevalere il no alla relazione del presidente, che chiedeva di dire no al tribunale dei ministri di Catania. L’attuale maggioranza ha disertato la seduta.

Dopo la votazione della Giunta delle immunità del Senato, si esprimerà l’Aula che darà il voto definitivo. La data del voto (prevista verso metà febbraio) verrà decisa dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.

Appare evidente che la tattica della Lega di votare per l’incriminazione del loro capo è finalizzato a spiazzare gli avversari, mandando a Pd, Cinquestelle e altri della maggioranza un messaggio chiaro: ‘Il nostro segretario non si sottrae alle sue responsabilità, se queste ci sono. Siamo i primi a dire sì al processo del nostro leader e nessuno può accusarci di aver agito per interessi di parte’. Un voto, quello leghista, che pare essere ispirato dal loro segretario che stamane ha fatto sapere che è pronto ad andare in carcere dove scriverà “Le mie prigioni”. Infatti i senatori leghisti hanno votato contro la proposta di Gasparri che voleva negare l’autorizzazione. Bisognerà capire cosa succederà a febbraio in Aula. Nel mezzo ci sono le elezioni regionali in Emilia e Calabria dove il Carroccio spera di fare il pieno.

“La maggioranza non solo vuole processare Salvini, ma pretende anche di decidere come e quando – aveva detto Erika Stefani a nome dei componenti leghisti della giunta per le immunità di Palazzo Madama -. Se la maggioranza pensa davvero che Salvini sia un sequestratore, l’ex ministro andrebbe fermato subito. La melina di Pd, 5S e Iv dimostra che è solo una vergognosa sceneggiata per colpire il leader della Lega. La vera sentenza sarà emessa dagli elettori di Calabria ed Emilia-Romagna, e per smascherare l’ipocrisia della maggioranza voteremo sì al processo”.

“Guareschi diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto”, ha detto in mattinata Matteo Salvini, a margine di un’iniziativa elettorale della Lega a Comacchio, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti.

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