Crisi Coronavirus, la Lega: “Servono 50 miliardi, non le briciole”. Renzi: “Stop ai mutui”


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“Se il decreto (con gli aiuti alle imprese, ndr) arriva così in Parlamento, sicuramente non votiamo una cosa che non serve al Paese”. Lo ha detto Matteo Salvini in una conferenza stampa alla Camera in cui ha illustrato le proposte della Lega per affrontare la crisi dovuta al coronavirus. Secondo Salvini servono 50 miliardi, “anche non tutti in un unica soluzione”.

Il governo in un decreto varato alcuni giorni fa ha stanziato 3,6 miliardi di euro, una somma per la Lega insufficiente a rimettere in moto il paese dopo la crisi scatenata dal coronavirus e i cui effetti, secondo gli esperti, saranno a breve e lungo periodo e anche più gravi della crisi del 2008, quella dei mutui subprime scoppiata negli Usa a seguito del crack della Lehaman Brothers.

Renzi: “Stop ai mutui nel 2020”
“All’Italia serve un progetto ma anche un intervento nei prossimi giorni perché l’Ue aiuti le banche italiane a permettere per chi non ce l’ha fa a non pagare per tutto il 2020 le rate del mutuo o del prestito aziendale che deve restituire alle banca. Si può fare: l’Ue vive una stagione piena di liquidità”, ha fatto sapere Matteo Renzi parlando dell’emergenza Coronavirus. “Una sorta di anno sabbatico del mutuo, dei debiti aziendali ma anche per le famiglie”.

Intanto, la Federal reserve americana ha tagliato i tassi di interesse di mezzo punto in seguito al coronaviorus. Lo afferma la stessa banca centrale Usa. I fondamentali dell’economia Usa – dice la Fed – restano solidi. 

Il taglio dei tassi deciso dalla Fed è il primo di ‘emergenza’ dalla crisi finanziaria. L’annuncio della banca centrale americana segue la riunione dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G7. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha tenuto una conferenza stampa martedì

Il taglio del tasso d’interesse da parte della Fed ha fatto ripartire le Borse europee: Francoforte cresce oltre i tre punti percentuali, Parigi del 3%, Londra del 2,7%. Forte corrente di acquisti anche in Piazza Affari: l’indice Ftse Mib, che prima dell’intervento della banca centrale Usa saliva al di sotto del punto percentuale, segna un rialzo del 2,5%.

Wall Street peggiora. In una seduta volatile e dopo la conferenza del presidente della Fed Jerome Powell, il Dow Jones perde l’1,20% a 26.834,12 punti, il Nasdaq cede lo 0,93% a 8.870,10 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,93% a 3.061,80 punti.

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