Fase 2, dopo la Calabria anche il Veneto vuole ripartire. Zaia: “Riaprire tutto”


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Inizia tra aperture e perplessità la cosiddetta “fase 2”, prevista dal 4 maggio, con alcuni governatori di regione che intendono riaprire e altri invece che si mostrano più prudenti. Dopo il caso dei “tavolini all’aperto” in bar e ristoranti, la presidente della Calabria Jole Santelli non ritira l’ordinanza e afferma che non ha aperto lei le attività, bensì il governo con i servizi di ristorazione da asporto. “Io ho disposto solo la possibilità di mettere qualche tavolo all’aperto, nulla di più”, si difende dall’ipotesi che il governo possa impugnare il provvedimento calabrese.

Anche il governatore del Veneto Luca Zaia, regione che in termini statistici covid è ben più esposta della Calabria – che ha numeri di gran lunga più bassi rispetto al resto del Paese -, intende riaprire tutto.

“Il Veneto può aprir tutto, afferma il presidente Zaia, “ovviamente su base solida di una certificazione che ci dà il Comitato scientifico. Ma noi potremmo, in linea di principio, affrontare qualsiasi tipo di apertura”.

“Il tema – spiega – è capire se tutti noi entriamo nell’ordine delle idee che non è finita e che stiamo convivendo col virus. La mascherina è una delle condizioni sine qua non per fare questa battaglia”. “Penso che la direzione, sentendo i vari colleghi, andrà verso la riapertura differenziata tra le regioni”.

“Le ordinanze introdotte dal Veneto non sono in contrasto con il Dpcm ma vogliono portare un principio di buon senso e rispetto nei confronti del cittadino”, afferma Zaia, che aggiunge: “le battaglie legali non portano a nulla. Non facciamo ordinanze per cercare prove muscolari o per buttarla in politica. A me sembra che il ministro Boccia, in rappresentanza del Governo, abbia compreso le nostre volontà; penso che per la quasi totalità delle misure oggetto di ordinanza ci sia la possibilità di dimostrare un allineamento col Dpcm per cui non le ritiriamo”.

CAMPANIA – “Voglio insistere su una cosa: dobbiamo essere rigorosi sull’obbligo di indossare mascherine fuori casa e se è possibile rispettare il distanziamento sociale”, chiede ai cittadini campani su Fb, il governatore della Campania Vincenzo De Luca. “E’ indispensabile – ha ribadito – e noi saremo rigorosissimi con un’ altra ordinanza: c’è obbligo di indossare mascherina altrimenti ci sono le sanzioni”.

CALABRIA – La presidente della Regione Calabria Jole Santelli non fa marcia indietro e di fronte alla possibilità che il governo diffidi la Calabria impugnando l’ ordinanza che riapre bar e ristoranti, risponde, in una intervista a La Stampa: “È un atto che il governo legittimamente può fare. Anche se io lo sconsiglierei fortemente. Io non ho riaperto la ristorazione all’interno dei locali, ho solo consentito di mettere qualche tavolo all’aperto. Tutto questo pasticcio per qualche tavolo mi pare eccessivo”. Alla domanda se non prenda in considerazione l’ipotesi di ritirare l’ordinanza, spiega: “No! Penso sia una norma giusta e penso che entro dieci giorni il governo farà lo stesso con un nuovo Dpcm. Io ho seguito un protocollo con precauzioni rigide, non penso di avere fatto nulla di sconvolgente. Se il governo deciderà di impugnare sarà un atto politico, che secondo me potrebbe evitare”. “I ristoranti – sottolinea anche sul rischio di una riesplosione dei contagi – li ha riaperti il governo quando ha consentito possibilità di asporto. Le cucine sono aperte. Io ho solo previsto la possibilità di mettere dei tavoli fuori, anche l’ Iss dice che all’aperto i rischi sono minimi. Ma l’ aumento dei contagi non sarà dato da due tavolini davanti a un bar o a un ristorante. Il rischio è dato da quello che ha autorizzato con il Dpcm, la possibilità di rientrare al Sud per chi era rimasto bloccato al Nord nelle scorse settimane. Io ho dovuto fare un’ordinanza per chi torna, è il terzo esodo in rientro che siamo costretti a gestire da soli”.

EMILIA ROMAGNA – I calciatori di Spal, Bologna, Parma e Sassuolo, da lunedì, potranno tornare nei rispettivi centri sportivi per allenarsi, sia pure individualmente. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata ieri sera dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Le sedute dovranno svolgersi “nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse”, equiparando gli atleti delle discipline individuali a quelli che praticano sport di squadra.

SARDEGNA – Anche la Sardegna si prepara alla Fase 2. E’ attesa, infatti, per sabato la nuova ordinanza che prevede aperture anticipate da parte del governatore Christian Solinas. La Sardegna è una delle 12 istituzioni regionali, guidate dal centrodestra, che avevano inviato una lettera al premier e al presidente della Repubblica chiedendo di “normalizzare l’emergenza” e di rispettare le proprie competenze. E ora, dopo le ordinanze di Calabria, Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna, Solinas si sta preparando a definire le norme per la seconda fase della pandemia. Nei giorni scorsi il ministro Boccia aveva spiegato che a partire dal 18 maggio, sulla base all’andamento della curva dei contagi nel periodo 4-17 maggio, si sarebbe ragionato su aperture differenziate per Regione

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