Obbligo vaccinale, sanitari pronti a ricorso: “Imporcelo va contro la Costituzione”

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
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Non hanno intenzione di sottoporsi obbligatoriamente al vaccino e per questo hanno deciso di impugnare la lettera inviata dall’Asl nella quale si invita a comunicare l’avvenuta inoculazione. Sono almeno un centinaio, per ora, i professionisti del mondo della sanità che hanno deciso di ribellarsi alle imposizioni del governo, affidandosi all’avvocato Daniele Granara, costituzionalista e docente di diritto costituzionale a Genova e Urbino, per far valere le proprie ragioni. Una battaglia di libertà, che potrebbe anche sfociare in tempi brevi in un ricorso.

Intervistato da La Stampa, Granara ha spiegato le motivazioni dei suoi assistiti: “Il vaccino non è efficace né sicuro, non è stato sperimentato. E ricordo che la norma che consente l’applicazione del trattamento sanitario obbligatorio (trattamento tra l’altro vietato dall’art. 32 della Costituzione, ndr) richiede due caratteristiche specifiche: efficacia e sicurezza”. Anche perché oltre alla norma specifica sul Tso, qualcosa non torna anche nella lettera inviata dalla Asl.

“In quella lettera – ha infatti specificato Granara – si prevede un vaccino per la cui somministrazione è richiesta la sottoscrizione di tre pagine di esenzioni della responsabilità. Tre pagine, un ‘papiro’ lunghissimo e nemmeno una riga sull’indennità per eventuali danni, non c’è previsione economica che sarebbe obbligatoria. Stiamo scherzando? Tutta questa faccenda risulta molto, molto preoccupante: il pensiero unico, anche mediatico, non va bene. Bisogna saperlo che c’è gente che dissente”.

“Noi chiediamo rispetto della libertà di cura, della sensibilità di ciascuno e della libertà di scelta che fino a prova contraria sono garantite dalla Costituzione. E ricordo che con sentenza del 2012 e altra del 2020 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di una legge delle Marche e di una legge dello Stato che ‘raccomandava’, semplicemente raccomandava, il vaccino antinfluenzale. Il vaccino contro il Covid19 non è un vaccino, non viene considerato sicuro né efficace e quindi il singolo individuo deve poter scegliere se assumerlo o meno. L’Italia è l’unica nazione in Europa che ha un obbligo vaccinale”. Il ricorso sarà depositato entro il 7 giugno.

Sul piede di guerra contro il varo della norma che dispone l’obbligo vaccinale per i sanitari, altre decine di avvocati che si mettono a disposizione di quanti, tra medici, infermieri e oss, volessero impugnare la legge approvata alcuni giorni fa in Parlamento.

BLOCCARE SUBITO OGNI SINGOLO PROCEDIMENTO PER LA VACCINAZIONE DEI SANITARI
“L’approvazione della legge – spiega l’avvocato Mauro Sandri – determinerà una accellerazione delle comunicazioni da parte dell’ASL di inizio del procedimento per la vaccinazione di massa del personale sanitario. Ciascuna persona che opera nella sanità riceverà una lettera personalizzata che sancirà l’inizio del procedimento a cui occorrerà immediatamente replicare con estrema attenzione”.

“Il meccanismo approntato dal governo può e deve essere bloccato. Ogni ricorso proposto – prosegue Sandri – conterrà ostacoli non previsti per chi ha voluto far divenire il personale sanitario italiano cavia della sperimentazione di un farmaco genico. I ricorsi verranno disseminati in tutti i Tribunali d’Italia, perché i provvedimenti sono su base singola, con una variante che scompaginerà completamente le certezze del governo e che consentirà, se accolta, di impedire sia la sospensione dal lavoro sia la perdita dello stipendio”. L’email cui rivolgersi è: assistenza.sanitari@gmail.com.

GLI ULTERIORI PROFILI DI OPPOSIZIONE ALL’OBBLIGO VACCINALE PER I SANITARI: OPPORSI IMMEDIATAMENTE SENZA ALCUN ATTENDISMO
“Il profilo di possibile esenzione dal vaccino per motivi di salute ex art. 4, comma 2 , trattato su Byoblu (guarda) con il dottor Salmaso, rappresenta solo una delle eccezioni che occorre formulare nei ricorsi contro i provvedimenti che verranno disposti dall’ASL”, spiega ancora l’avvocato Sandri.

“Ovviamente non tutti gli operatori sanitari si troveranno nelle condizioni di poter usufruire di questa opportunità. Le eccezioni più determinanti per evitare la vaccinazione ineriscono sia altri profili formali quali, ad esempio, l’obbligo di rispetto del “depechage“, vale a dire il ricollocamento, ma, soprattutto, profili sostanziali di puro diritto”, dice il legale. “Questi ultimi rappresentano il vero fuoco di sbarramento che dovrà neutralizzare le fondamenta di legittimità dell’obbligo vaccinale. La legge appena approvata si pone in contrasto con la Costituzione, la carta dei diritti dell’Unione Europea, la normativa europea in materia di privacy, la delibera del Consiglio d’Europa del gennaio 2021. Se la difesa in sede giudiziaria sarà immediata ed adeguata vi è il fondato auspicio che questa legge possa rimanere solo un’icona dell’illegalità”.

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