30 Novembre 2022

Ignazio La Russa (FdI), eletto nuovo presidente del Senato

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Il banco della presidenza del Senato durante la conta dei voti

Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia), è stato eletto nuovo presidente del Senato della 19esima legislatura. L’ex ministro ed ex vice presidente di palazzo Madama è stato eletto con 116 voti (la maggioranza è di 104), ottenendo, tra le tante schede bianche (65), la maggioranza delle preferenze previste.

Larga parte dei senatori di Forza Italia non ha risposto alla chiama, segno evidente di vibranti frizioni all’interno della coalizione. I senatori presenti sono stati 187, i votanti 186, la maggioranza richiesta era di 104 voti. La Russa ne ha ottenuti 116, Segre 2, Calderoli 2, le schede bianche sono state 66.
Da Forza Italia solo due voti, di Casellati e Berlusconi, mentre 16 senatori forzisti non hanno votato: La Russa in sostanza è stato eletto con il soccorso dell’opposizione.

Il siparietto tra La Russa e Berlusconi

Secondo un video in diretta, c’è stato un vivo battibecco tra il presidente Berlusconi e lo stesso La Russa, con l’ex premier che è arrivato a sbattere le mani e la penna sullo scranno ove era seduto pronunciando un “vaffa” all’indirizzo di La Russa. Da ricordare che tra i due non c’è stato mai feeling già dai tempi del governo in cui La Russa era ministro.

Quando è stata superata la soglia dei voti, dai banchi del centrodestra i senatori (leghisti e di FdI) hanno applaudito il neo presidente.

Nel suo discorso, il presidente La Russa ha ringraziato tutti “quelli che mi hanno votato, quelli che si sono astenuti, e anche quelli che mi hanno votato pur non facendo parte della coalizione” di centrodestra. Il riferimento è appunto ai voti che La Russa ha racimolato da senatori fuori dalla maggioranza.

“Ho voluto omaggiare, – ha continuato La Russa – non proforma ma dal cuore, portare fiori alla senatrice a vita Segre che ha parlato di tre date alle quali non voglio fuggire: il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno. Io vorrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia che prima o poi dovrà assurgere a festa nazionale. Queste date tutte insieme vanno celebrate da tutti perchè solo un’Italia coesa e unita è la migliore precondizione per affrontare ogni emergenza e criticità”.

“Il mio è un compito di servizio, – ha spiegato La Russa -, non devo cercare oggi agli applausi, non devo dire parole roboanti o captare la vostra benevolenza. Lo dovrò fare ogni giorno, le scelte che dovrò fare a volte piaceranno a volte non piaceranno. Non c’è bisogno di parole che suscitano un applauso, ma solo di una sincera promessa: cercherò con tutte le mie forze di essere il presidente di tutti”.

Chi è il nuovo Presidente del Senato

Ignazio Benito Maria La Russa, è nato a Paternò [Catania], il 18 luglio 1947 (75 anni), ma  vive da decenni a Milano dove, da avvocato cassazionista, ha un avviato studio legale.
Da sempre storico militante della Destra italiana, ha compiuto i primi passi in politica prima con le formazioni giovanili di destra negli anni delle contestazioni, poi con il Movimento sociale italiano, con Alleanza nazionale, infine col Popolo della Libertà, prima di fondare FdI. E’ alla sua nona legislatura, 7 alla Camera e gli ultimi due mandati al Senato. E’ stato ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, giorno in cui fu compiuto il cosiddetto “golpe dello spread” che costrinse Berlusconi alle dimissioni e portò Mario Monti a Palazzo Chigi dove instaurò un governo tecnico che ha adottato alla lettera le politiche di austerità dettate da Bruxelles.

Nel dicembre del 2012 La Russa lascia il Pdl per fondare appunto il partito “Fratelli d’Italia” insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto, intanto fuoriusciti anch’essi dal Pdl .

Dal 28 marzo 2018 al 13 ottobre 2022, La Russa, è stato vicepresidente del Senato della Repubblica. Oggi è stato eletto Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, nella XIX legislatura che si è inaugurata oggi, 13 ottobre. Il neo presidente succede alla senatrice Elisabetta Casellati che ha retto lo scranno più alto di palazzo Madama dal 2018 sino ad oggi.

Su Ignazio La Russa ci sarebbe stata nei giorni scorsi una intesa tra i vertici del Centrodestra, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ma appare evidente che il leader di FI vorrebbe più poltrone rispetto a quelle rivendicate da Fdi e Lega, anche in vista del nuovo governo.

Il commento di Giorgia Meloni sull’elezione di La Russa presidente del Senato

“Congratulazioni al neopresidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa. Siamo orgogliosi che i senatori abbiano eletto un patriota, un servitore dello Stato, un uomo innamorato dell’Italia e che ha sempre anteposto l’interesse nazionale a qualunque cosa. Per Fratelli d’Italia Ignazio è punto di riferimento insostituibile, un amico, un fratello, un esempio per generazioni di militanti e dirigenti”, afferma la leader di Fdi. “Grazie a tutti coloro che, con senso di responsabilità e in un momento nel quale l’Italia chiede risposte immediate, hanno consentito di far eleggere già alla prima votazione la seconda carica dello Stato. Continueremo a procedere spediti”.

Il punto a Montecitorio: Fumata nera alla prima e seconda chiama

Intanto alla Camera dei deputati alla prima chiama non si è raggiunta la maggioranza dei 2/3. Nemmeno alla seconda ed alla terza chiama dove hanno prevalso le schede bianche. Il ‘favorito’ doveva essere Riccardo Molinari, della Lega, ma anche su questo nome gli azzurri si sono divisi col resto della coalizione poiché il Cav, evidentemente, vorrebbe essere più rappresentato nel futuro governo di Giorgia Meloni. E’ la politica dei veti e controveti per alzare la posta. E in una nota, l’ex premier ha scritto: “Auspichiamo che questi veti vengano superati, dando il via ad una collaborazione leale ed efficace con le altre forze della maggioranza, per ridare rapidamente un governo al Paese”, ha concluso Berlusconi.

Nel frattempo, Matteo Salvini, dopo un incontro con Giorgia Meloni, ha proposto a Molinari di fare il capogruppo della Lega, indicando l’ex ministro Lorenzo Fontana alla presidenza della Camera.


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