Coronavirus, lunedì il rientro degli italiani da Wuhan. Bilancio 304 vittime e 14.300 contagiati

Aerei pronti anche per rimpatriare tremila cinesi nel paese asiatico e per altri nostri connazionali che si trovano in altre aree della Cina.


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Ansa/Epa

Partita dall’aeroporto di Pratica di Mare, vicino Roma, l’operazione dell’Aeronautica militare che riporterà a casa 67 italiani rimasti bloccati a Wuhan, provincia cinese dell’Hubei, dopo lo scoppio dell’epidemia legata al Coronavirus, mentre si lavora per rimpatriarne altri connazionali.

I sessantasette italiani arriveranno in Italia domani mattina e saranno sottoposti a rigorosi controlli (anche con il termo scanner), anche se tra loro non risultano contagi, neanche sospetti. La task-force del Ministero della Salute è al lavoro per fare “il punto della situazione sui controlli e sulle misure che riguardano porti e aeroporti e sulla partenza del volo militare che riporterà nel nostro Paese gli italiani da Wuhan su cui è imbarcato anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri”. Completato intanto a Wuhan il primo ospedale speciale. Costruito in tempi record (10 giorni, ndr), domani accoglierà i primi pazienti.

Aerei da e per la Cina per il rientro di cinesi e altri italiani
Sempre lunedì 3 febbraio, 5 voli dell’Air China arriveranno in Italia per riportare a casa i turisti cinesi rimasti bloccati in Italia dopo lo stop dei collegamenti. Ma gli aerei, almeno questa è l’idea del capo della Protezione civile Angelo Borrelli, non dovrebbero arrivare vuoti: l’obiettivo è cominciare a far rientrare già con questi voli i primi italiani che vogliono lasciare la Cina. La gestione è in mano alla Farnesina e all’Enac, nominati soggetti attuatori. Ma quanti sono i cinesi e gli italiani che devono rientrare nei rispettivi paesi? Dall’Italia, stando alle prime stime, dovrebbero partire poco più di 3mila cinesi mentre ancora non è chiaro quanti siano gli italiani. Lo conferma lo stesso Borrelli. “Non abbiamo ancora un numero definitivo, è un’indicazione sulla quale stanno lavorando il ministero degli Esteri e l’Enac e che ci deve arrivare dalla Farnesina, con la quale il filo è costante e continuo”. L’unica cosa certa, conferma Borrelli, è che “chiunque vuole rientrare deve essere messo in condizione di poterlo fare”, fermo restando le “precauzioni” del caso.

Intanto sale il drammatico bilancio delle vittime e dei contagiati in Cina: i morti sono 304 mentre gli infettati sono 14.300.  

E dall’ospedale Spallanzani di Roma dove è ricoverata la coppia di cinesi risultata positiva al virus arrivano notizie confortanti. Le condizioni dei due sono stabili: la donna, di 65 anni, ha accusato “nausea e vomito” mentre l’uomo presenta “un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale” e “febbre associata a tosse e astenia”.

Confermata la negatività ai test anche per l’operaio romeno che lavora all’hotel dove alloggiavano i due e per altri 13 pazienti. In ospedale restano ricoverati in attesa dell’esito dei test “13 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia” e i 20 che hanno avuto contatto con la coppia. Anche se “la loro salute non desta preoccupazioni”.


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