Coronavirus, sono arrivati gli 8 italiani che erano in Cina. Quarantena al Celio


Coronavirus, sono arrivati gli 8 italiani che erano in Cina. Quarantena al Celio E’ atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo proveniente dalla base Raf vicino Londra con a bordo il gruppo di 8 italiani provenienti da Wuhan, la megalopoli focolaio del nuovo Coronavirus. Dopo i primi controlli saranno portati all’ospedale militare del Celio a Roma per essere messi in quarantena.

Erano “tutti molto stanchi ma felici di rientrare” gli 8 italiani, “fra cui alcuni bimbi molto piccoli”. A testimoniarlo all’Adnkronos è Andrea Piccioli, direttore generale dell’Istituto superiore di sanità, che era a bordo del velivolo in missione, ed ha appena finito le procedure di sbarco.

“Sono partito questa notte alle 4.14 da Pratica di Mare – racconta il dg, che è anche un medico – e i tempi sono stati un po’ più lunghi del previsto perché abbiamo incontrato una tempesta. Allo scalo di Brize Norton, vicino Londra, abbiamo intercettato le persone che dovevamo portare in Italia: erano già state suddivise su alcuni pullman. Qui abbiamo effettuato un primo screening, misurando a tutti la temperatura, controllandoli e chiedendo se avessero qualche sintomo particolare. Poi abbiamo imbarcato tutte e 20 le persone previste, fra cui otto italiani. A bordo le misure di sicurezza erano massime”, assicura Piccioli.

Oltre alla “tute gialla anticontaminazione, indossavamo occhiali, mascherina, calzari e doppi guanti. L’aereo era compartimentato e il volo è stato molto tranquillo. I passeggeri – ribadisce Piccioli – erano molto stanchi ma felici di rientrare”.

“E’ stato un volo molto tranquillo. Con misure di sicurezza massime, e niente è stato lasciato al caso. E’ stato davvero bello vedere l’estrema preparazione, ma anche la cordialità, con la quale sono stati accolti gli italiani che rientravano dalla Cina”, aggiunge.

“Il nostro Istituto – spiega- sta facendo molto nel contribuire alla risposta italiana all’emergenza coronavirus. Siamo in prima linea con il ministero della Salute, la Protezione Civile, la Sanità militare, i Dipartimenti prevenzione e gli assessorati regionali. La mia a bordo – conclude – voleva essere una presenza istituzionale, ma anche un segno di forte coinvolgimento. E devo dire che ho toccato con mano l’eccellenza della sanità militare: a bordo nulla era lasciato al caso”.

CELIO – Gli 8 italiani sono arrivati intorno alle 16.30 al Policlinico militare di Roma. Dopo un primo screening medico allo scalo militare e il percorso di decontaminazione, con un pullman dell’Aeronautica gli italiani sono stati trasferiti all’ospedale del Celio dove trascorreranno i prossimi 14 giorni di ‘sorveglianza sanitaria’ e ‘osservazione clinica’ a cura di medici ed infermieri dell’Esercito.

Il protocollo è lo stesso già messo in campo per i 56 italiani rimpatriati lunedì scorso e portati invece alla cittadella militare della Cecchignola. Non si tratta di una vera e propria quarantena, ma di quattordici giorni durante i quali i nostri connazionali saranno sottoposti a controlli sanitari tre volte al giorno. Dovranno indossare anche loro mascherine e guanti per evitare rischi. Al verificarsi di eventuali sintomi scatterà poi una procedura che potrà prevedere il coinvolgimento dei medici dello Spallanzani ed eventuali misure di isolamento. “Il primo screening è risultato a posto”, ha detto Stefano Verrecchia, Capo dell’Unita’ di crisi della Farnesina, spiegando che gli otto italiani sono “in buone condizioni” anche se provati dal viaggio.

BAMBINI – “I bimbi stanno bene e sono la conferma che la macchina messa a punto in Italia sta funzionando”. Lo ha detto il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenendo a ‘Mezz’ora in più’ di Lucia Annunziata (RaiTre), sui bambini di 4 e 8 anni ricoverati da ieri a scopo precauzionali proprio allo Spallanzani. “La collaborazione civile e militare è stata eccellente. Uno dei bambini aveva già avuto un test negativo, per l’altro speriamo di avere risultati in tempi brevi”.

Quanto alle condizioni dei due pazienti cinesi “sono sostanzialmente stabili, il ragazzo ha sintomi minimi e speriamo che non sviluppi alcuna altra patologia”, ha aggiunto Ippolito.

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