Coronavirus, una settimana cruciale per l’Italia

Contenimento, attenzione all'igiene e rispettare la distanza di sicurezza per rallentare l'epidemia. Esperti: "I dati relativi all'Italia non indicano una curva che corrisponda a un andamento esponenziale"

Carlomagno Jeep Compass Sett. 2020 Per ricevere gli aggiornamenti metti "Mi piace" sulla nuova pagina Fb

Comincia una settimana cruciale per capire quale sarà l’andamento dell’epidemia di coronavirus SarsCoV2 in Italia: solo nei prossimi giorni sarà chiaro se si andrà verso una curva di tipo esponenziale, ossia verso una crescita incontrollata, oppure se saranno rilevati i primi segni di un rallentamento.

I numeri continuano a crescere, ma secondo gli esperti lo scenario non è ancora delineato perché l’andamento dipenderà da quanto si dimostreranno efficaci sia le misure di contenimento, sia il rispetto da parte di ciascuno delle regole di igiene, come lavarsi le mani e rispettare la distanza di sicurezza. Una posizione in linea con quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), secondo la quale “misure precoci e aggressive, possono interrompere la trasmissione”.

E’ molto importante anche fare chiarezza sui numeri. Per l’infettivologo Massimo Galli, dell’Università di Milano e primario dell’ospedale Sacco, i numeri crescenti dei casi di coronavirus che si stanno registrando in questi ultimi giorni riguardano contagi avvenuti una o due settimane fa: “Stiamo registrando – ha detto – cose accadute in passato”. Questa settimana sarà fondamentale anche per “capire se ci sono stati o se ci saranno altri focolai in Italia, indipendenti o dipendenti da quello lombardo: questo – ha rilevato – sarà un elemento di importanza fondamentale”.

Quello che è chiaro fin da adesso è che ci sono poche speranze che l’epidemia in Italia possa esaurirsi in tempi rapidi: “I modelli matematici fatti su Wuhan e applicati alla situazione in Italia non ci danno speranza di chiudere la storia in tempi brevi”, ha rilevato Galli.

Sui modelli matematici si sta lavorando intensamente e tutti indicano chiaramente che “l’Italia si trova in una fase estremamente delicata: questa è una settimana cruciale per capire se in questo momento c’è una crescita esponenziale o se si registra un rallentamento: si tratta di differenze numeriche notevoli”, ha osservato il fisico teorico Paolo Castorina, della sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell’Università di Catania. La sua ricerca è online sul sito ArXiv in attesa di essere pubblicata su una rivista scientifica internazionale. Basandosi sui dati epidemiologici disponibili, il gruppo di ricerca ha elaborato i modelli che descrivono l’andamento dell’epidemia in Cina, a Singapore, nella Corea del Sud e in Italia.

“I dati relativi all’Italia non indicano una curva che corrisponda a un andamento esponenziale”. In quest’ultimo caso, infatti, sarebbe impossibile controllare l’andamento dell’epidemia; a questa fase ne segue generalmente un’altra nella quale questi processi si stabilizzano e quindi raggiungono la saturazione. In Italia, per esempio, “i casi osservati nella prima settimana di marzo saranno decisivi per comprendere quale evoluzione seguirà l’epidemia. In Cina e a Singapore, dove l’epidemia è cominciata prima, si rileva invece una tendenza alla saturazione.

Questo modello è in linea con quello elaborato dal gruppo del fisico Enzo Marinari, dell’Università Sapienza di Roma, e pubblicato sulla rivista online Scienza in rete. “La curva di crescita dell’epidemia va ridotta prendendo delle precauzioni per farla diventare più lenta”, ha rilevato l’esperto. L’evoluzione della situazione “dipenderà dalle nostre azioni”, a partire dalle misure tese a ridurre i contatti. “Quello che accadrà da domani – ha concluso – dipenderà da noi”. (Ansa)

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