18 Gennaio 2022

Ricerca choc: Per trovare il Covid si amplifica il “segnale” di positività

Roberto Rigoli, primario del reparto di Microbiologia a Treviso sta coordinando lo studio con i colleghi di Mestre e Verona sulla possibilità di contagio da Covid. 60.000 tamponi, 210 i positivi, 199 quelli "trattati". Solo 3 i potenzialmente infettivi. "Il virus si è spento"

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Da una ricerca condotta dal prof. Roberto Rigoli, primario di Microbiologia di Treviso in collaborazione con i colleghi di Mestre e Verona, è emerso che su 60.000 tamponi analizzati sono stati individuati 210 casi positivi, di questi solo 3 sono potenzialmente infettivi. Per scovare gli altri duecento casi, si legge su Rovigo Oggi, i ricercatori hanno dovuto amplificare il “segnale” di positività.

“Su 60mila tamponi fatti dal 1° giugno in Veneto, solo 3 hanno registrato una quantità di virus importante. Ma anche quelle 3 persone infettate dal Covid-19 hanno sviluppato solo sintomi leggeri e nessuno è finito in pneumologia o in rianimazione”.

In sostanza, la carica del virus e la sua pericolosità si sono ridotti in maniera molto rilevante: “il Coronavirus si è spento”. La comunicazione del risultato dell’indagine condotta dal primario Rigoli è stata fatta nei giorni scorsi durante nel corso di un briefing del presidente della giunta regionale del Veneto Luca Zaia, nella sede della Protezione civile regionale nel quartiere Cita di Marghera.

“Dei 60mila tamponi effettuati – spiega Rigoli – 210 sono risultati positivi; ma 199 di essi lo erano in maniera molto modesta, tanto che abbiamo dovuto amplificare molto il “segnale” per trovare i virus; e probabilmente non erano infettivi. Degli 11 positivi in maniera più cospicua, con segnale chiaro, 4 erano asintomatici e 7 sintomatici. Ma alla fine, appunto, solo in 3 casi si è trovata una carica virale paragonabile a quella che vedevamo normalmente nella fase acuta dell’epidemia”.


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