Covid, tamponi choc: il figlio risulta positivo, ma è morto 18 mesi prima

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

“Mio figlio è morto 18 mesi fa, ma oggi l’Asl mi ha recapitato l’esito del suo tampone per Covid-19”. A raccontare la surreale storia a Notizie.it è Lorenzo Vieri, un padre di 33 anni di professione geometra. L’uomo, 18 mesi fa, ha perso il suo bambino di appena un mese, Guglielmo, per arresto cardiaco, come conseguenza di essere nato con una grave malformazione alla testa.

Il 9 ottobre 2020, come certifica il documento che il sito pubblica in esclusiva, il signor Vieri si è visto recapitare a casa una busta dell’Asl Toscana Centro, presidio ospedaliero di Prato, con al suo interno il referto dell’esito del tampone rinofaringeo per il virus Sars-Cov-2 fatto al neonato con tanto di numero di richiesta e identificativo del paziente.

Secondo questo foglio, il bambino, nato il 10 febbraio 2019 all’ospedale di Careggi di Firenze e morto il 22 marzo, dopo diversi giorni in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Meyer, avrebbe eseguito il tampone il 29 settembre 2020, alle 14,04.

E a chi pensa ad un caso di omonimia, nel documento si specifica a chiare lettere il codice fiscale del bambino, l’età (1 anno) e l’esatta data di nascita. “Io dico solo una cosa – commenta il signor Vieri -, se questo è il modo in cui il Ministero riferisce ogni giorno i numeri sui tamponi eseguiti, siamo messi bene. Che attendibilità possono avere quei numeri se dentro hanno inserito anche quello di mio figlio morto 18 mesi fa? Immagino, inoltre, che lo Stato abbia pagato per quell’esame, per cui mi viene pure da pensare che qualcuno lucri sui tamponi falsi come questo”.

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