L’Aifa: “Essere vaccinati non dà libertà. Protezione è plausibile”. E chi lo fa potrebbe infettare

Per l'agenzia "è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19"

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“Essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione”. Lo scrive l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco nelle domande e risposte (Faq) in merito alla distribuzione del vaccino “Comirnaty” della Pfizer-Biontech. Quindi ci sarà ancora attendere per un “liberi tutti”. Nel frattempo anche i vaccinati dovranno osservare le regole anti-contagio, ossia dispositivi di protezione delle vie respiratorie e il distanziamento interpersonale.

“Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria, inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione”, si legge al 31/esimo punto alla domanda “La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?”.

“Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione ad altre persone?”, si legge al punto 11.
“Gli studi clinici condotti finora – è la risposta – hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19”.

Ad un’altra domanda si chiede: “La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?. “No, l’efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose”. Dunque dopo quasi un mese, poiché la seconda dose viene fatta a ventuno giorni di distanza dalla prima.

Per quanto riguarda la durata della protezione l’Aifa risponde: “La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi”.

Leggi tutte le domande e risposte sul sito dell’Aifa

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