Dottoressa siciliana fa il vaccino “Comirnaty” e prende il Covid: Ricoverata

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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E’ risultata positiva al Covid 19 una dottoressa dell’ospedale Umberto I di Siracusa che era stata vaccinata sei giorni fa a Palermo con il Comirnaty della Pfizer-Biontech. Lo scrive l’Ansa. Secondo quanto confermato dall’Azienda sanitaria provinciale, il medico era stata una delle prime ad essere sottoposta al vaccino e ieri è stata ricoverata.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, al riguardo spiega spiega che la protezione immunitaria dall’infezione da virus SarsCoV-2 sarebbe “completa solo dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino anti Covid-19”.

“Negli articoli scientifici – osserva – è chiaramente riportato che anche negli studi clinici si sono infettate persone dopo la prima dose proprio perché la risposta immunitaria non è ancora completamente protettiva. E lo diventa soltanto dopo la seconda dose. Questa è una delle ragioni per non abbandonare comportamenti responsabili dopo essere stati vaccinati”, dice Locatelli.

Non è l’unico caso quello della dottoressa di Siracusa ad essere contaminata dal cosiddetto Covid. In tutta Europa si registrano casi di infezioni post vaccinali. In Israele, che ha raggiunto una percentuale record di vaccinati, vi sarebbero decine di episodi.

Né l’Ema né l’Aifa escludono infatti che per circa un mese, dopo una settimana dalla seconda dose (21 giorni), i soggetti che si sottopongono al vaccino possano prima contrarre il virus, poi essere potenzialmente infetti. Le due agenzie del farmaco, nonché il produttore, lo riportano nelle loro faq e nel foglietto informativo. Le agenzie raccomandano ai vaccinati di indossare dispositivi di protezione e osservare le regole anti-contagio. “Essere vaccinati non conferisce un certificato di libertà”, scrive l’Aifa.

Intanto, è mistero fitto sull’infermiera americana che aveva accusato un malore in diretta streaming dopo aver fatto il vaccino ‘Comirnaty’ della Pfizer. Tiffany Pontes Dover, dipendente del ‘Chi Memorial” Hospital, a pochi minuti dalla vaccinazione è letteralmente crollata (articolo e video). A stretto giro erano arrivate le rassicurazioni di un medico che asseriva che Tiffany stava bene, ma la donna è scomparsa dai social dove era molto attiva.

Alcuni osservatori della rete hanno avanzato anche l’ipotesi che fosse ricoverata in terapia intensiva e addirittura deceduta. Un suo post su fb è sommerso da migliaia di commenti in cui gli utenti chiedono sue notizie, ma né lei né altri per lei rassicurano che stia bene. Ambienti dell’ospedale affermano che l’infermiera vuole stare in silenzio e chiede privacy. Tuttavia, va detto che per una che posta moltissimo sui social non costerebbe nulla fare un post o un video confermando di essere viva e di stare bene.

In Alaska, scrive il New York Times, a dicembre vi sono stati due operatori sanitari presi in cura dall’ospedale dopo gravi reazioni allergiche legate al vaccino. Una di loro è stato ricoverato in terapia intensiva. “Sebbene il vaccino Pfizer- scrive il quotidiano Usa – abbia dimostrato di essere sicuro ed efficace al 95% nelle sperimentazioni che hanno coinvolto 44.000 partecipanti, i casi in Alaska probabilmente intensificheranno le preoccupazioni sui possibili effetti collaterali. Gli esperti hanno affermato che gli sviluppi potrebbero indurre a richiedere linee guida più rigorose per garantire che i destinatari siano stati attentamente monitorati per le reazioni avverse”.

C’è da dire che né la Food and Drug Administration (FDA Usa), né l’europea EMA hanno pienamente approvato il vaccino della Pfizer. Le agenzie hanno soltanto dato un’autorizzazione in “emergenza” e “condizionata”, che potrebbe essere ritirata in qualsiasi momento se le reazioni avverse e le controindicazioni siano sulla soglia di allerta.

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