Infermiera si vaccina contro il Covid e dopo due giorni muore

E' successo in Portogallo. La sfortunata operatrice sanitaria si era sottoposta al vaccino "Comirnaty" di Pfizer-Biontech. Il padre, che chiede giustizia, afferma: "Mia figlia era in salute, non aveva alcun sintomo". La donna era madre di due figli. Disposta l'autopsia.

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Una infermiera portoghese di 41 anni, Sonia Azevedo, è improvvisamente morta due giorni dopo aver fatto il vaccino “Comirnaty” della Pfizer-Biontech. A confermare la notizia del decesso è stato lo stesso istituto sanitario di Porto dove la donna lavorava; notizia rilanciata poi dal Daily Mail online. La donna era madre di due figli, era in salute e non aveva patologie che potessero prefigurare reazioni avverse al farmaco.

Il padre dell’infermiera Abilio Azevedo, ha dichiarato all’agenzia di stampa portoghese ‘Correio da Manha’ che sua figlia “stava bene. Non aveva avuto problemi di salute, dice il genitore, che spiega: “E’ stata sottoposta alla vaccinazione anti-Covid-19 ma non aveva alcun sintomo. Non so cosa sia successo. Voglio solo risposte”. La famiglia chiede ora giustizia. “Voglio sapere cosa ha portato alla morte di mia figlia”.

L’Istituto portoghese di oncologia ha dichiarato in una nota: “Per quanto riguarda la morte improvvisa di un assistente sanitaria dall’IPO di Porto il 1′ gennaio 2021, il Consiglio di amministrazione conferma l’evento ed esprime sincero rammarico a familiari e amici nella certezza che questa perdita si fa sentire anche qui”. Intanto le autorità hanno disposto l’autopsia sul corpo della donna per accertare cosa sia realmente successo.

La signora Azevedo ha lavorato per più di 10 anni presso IPO Porto, un’istituzione sanitaria di riferimento nazionale e internazionale nel trattamento del cancro. Viveva con la sua famiglia a Maia, vicino Porto, ma è morta a casa del suo compagno a Trofa, a mezz’ora di auto a nord della città portoghese. Sonia Azevedo, scrive il giornale britannico, ha cambiato la sua foto del profilo su Facebook poco dopo la sua iniezione per pubblicare un selfie con una mascherina e il messaggio di rassicurazione: “Vaccinata contro il Covid-19”.

Il caso del decesso di Sonia Azevedo segue alcuni altri casi, il più eclatante dei quali è quello dell’infermiera americana Tiffany Ponter Dover. La donna dopo aver fatto il vaccino, durante una intervista è letteralmente crollata per un malore improvviso.

I medici del “Chi Memorial”, dove Tiffany Dover lavora hanno subito rassicurato che la donna si era ripresa e stava bene, ma da più settimane è completamente scomparsa dai social dove era molto attiva. Nemmeno un messaggio per dire a migliaia di utenti che le scrivono su fb per sapere sue notizie, che è viva e sta bene. Un silenzio che ha spinto qualcuno a scrivere sui social che la giovane sanitaria sarebbe addirittura deceduta.

E’ di pochi giorni fa la notizia di una dottoressa siciliana ricoverata dopo aver contratto il Covid in seguito al vaccino.

Altri due decessi sarebbero avvenuti in Israele e anche uno in Svizzera. Gravi reazioni allergiche si sono registrati in Alaska dove due operatori sanitari sono ricoverati in intensiva. Ma anche altrove.

Le notizie sulle possibili avversità al vaccino, dichiarate anche dal produttore, da Fda, Ema ed Aifa, filtrano col contagocce sui media di massa. E le news su eventuali danni collaterali sono totalmente censurate dai Tg, anche in Italia, dove si pontifica a senso unico “sull’utilità” del vaccino per debellare il virus, senza però informare lettori e spettatori ciò che affermano i produttori di Pfizer e della agenzie del farmaco: informazioni accessibili a tutti, anche ai cosiddetti professionisti dell’informazione. Un farmaco, va detto, mai approvato dagli enti citati per insufficienza di dati, ma solo autorizzati in “emergenza” e con “condizionalità”.

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