7 Dicembre 2021

II Premio Nobel Montagnier: “No, non mi farò il vaccino contro il Covid”

Lo scienziato, biologo e virologo, vincitore del Nobel per la Medicina nel 2008, spiega i motivi della sua scelta e critica gli "apprendisti stregoni" della Scienza. "Se dovessi avere dei sintomi prenderei l’azitromicina e anche l'idrossiclorochina, ma certamente non il vaccino".

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Si farà vaccinare contro il Covid?, gli chiede il giornalista. “No, certo che non mi farei vaccinare contro il Covid”. A rispondere così è il professor Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008, che già lo scorso aprile affermò come questo virus è frutto di una manipolazione umana in laboratorio.

Lo scienziato ha risposto alle domande del giornalista Richard Boutry del canale tv “France Soir” in tema di vaccino contro il coronavirus. Il Professore ha espresso chiaramente la sua posizione: non si vaccinerà. Ecco il testo del video tradotto in italiano da Radio Radio.

Lei crede in questo vaccino?
“Cercherò di mitigare l’entusiasmo per questo progetto di vaccino; è un progetto a lungo termine e stiamo chiedendo alle persone di accettarne l’utilizzo immediato, ma l’accettazione è un errore perché rischiamo di avere effetti assolutamente imprevedibili”.

Cosa vuole dire?
“Beh, per esempio dei tumori. Degli organismi che cominciano a proliferare…Questo è il pericolo quando si gioca all’apprendista stregone”.

Quindi secondo lei sono degli apprendisti stregoni?
“Assolutamente. Sono stati fatti alcuni studi sugli animali, ma non sufficienti per prevedere cosa accade quando queste sperimentazioni vengono estese sulle persone senza prevederne le conseguenze. L’uomo non può essere utilizzato come cavia, i bambini non possono essere utilizzati come cavie, non è assolutamente etico. Non è possibile che vi siano morti a causa dei vaccini”.

NOTA PER I LETTORI:

L’odierna censura ha colpito anche questo articolo del Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier che esprime posizioni discordanti rispetto alle versioni di virologi compiacenti a Big Pharma e al circolo mediatico mainstream, tutti fedeli all’alta finanza internazionale.
Google, che evidentemente asseconda questi poteri, lo ritiene un post con “Affermazioni non affidabili e dannose”, di conseguenza ha disattivato gli annunci pubblicitari sulla pagina recando un danno economico alla testata. Sappiamo che non è così, che ciò che scriviamo o riportiamo corrisponde a verità, ma tant’è!
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Secondo lei, professore, c’è un rischio evidente oggi di “avvelenare” le generazioni future a causa degli errori di questo vaccino?
“Non lo sappiamo. Avvelenare è una parola molto forte. Ma è vero che non siamo in grado di prevedere quello che succederà per le relazioni dopo le vaccinazioni, e dunque questo ci porta in un altro secolo. E non possiamo accettare il rischio per i bambini, i ragazzi, tutte le generazioni attuali, anche le persone anziane come me, a nasconderci a causa del vaccino”.

Secondo lei il vaccino oggi è la migliore delle soluzioni contro il Covid?
“No, è una soluzione, ma non la sola. Ci sono trattamenti e terapie che possono funzionare e costano poco, come l’azitromicina, l’idrossiclorochina e ancora altri che provengono da elementi naturali che hanno avuto effetti positivi come è accaduto con la malaria e che possono avere effetti anche con questa infezione. Quindi non possiamo stare fermi, ma bisogna agire giustamente. L’interesse, se volete saperlo, sta all’origine di questo virus. Si tratta di capire con cosa abbiamo a che fare, ed è ancora difficile dirlo attualmente. Non abbiamo conoscenze precise se questo virus sia arrivato dal laboratorio di Wuhan o da alcuni laboratori americani. Nei mesi che hanno preceduto l’epidemia attuale”.

Quindi come giudica oggi il protocollo del professor Raoult e questa sua ostinazione?
“Beh, vi sono delle ragioni per difenderlo, credo sia effetivamente qualcosa di incredibile. La Francia è stata l’ultima nazione ad autorizzare la prescrizione per l’idrossiclorochina. Tutti gli altri paesi la utilizzano e quindi perché tutto questo contrasto? Il contrasto non viene dal professor Raoult (Didier Raoult è un medico e microbiologo francese specializzato in malattie infettive, sostenitore dell’idrossiclorochina, ndr), bensì dai suoi oppositori. Non dimentichiamo che il vaccino potrebbe essere una buona cosa per la prevenzione, ma bisogna fare qualcos’altro per favorire la terapia. Bill Gates è così ricco e vuole fare del bene, ma gli hanno messo in testa che è necessario fare i vaccini per proteggere il mondo intero; dunque se lo seguiamo è una stupidaggine. E se anche avessimo un vaccino efficace contro il Covid dovremmo vaccinare tutta la popolazione umana? Ovvero mettere tutte le persone in fila e invece impedire loro una strada migliore per guarire?”

Secondo lei è molto chiaro che dietro a tutto questo ci sia Bill Gates…? Quando si dice questo in televisione si passa per un cospiratore.
“Bill Gates non è il solo, ho solo fatto il suo esempio perché penso che voglia fare del bene ma lo fa male, questo è il problema. Dunque effettivamente ci deve essere uno scambio di pareri in questo momento. Credo che la soluzione tra gli specialisti e i non specialisti, ovvero che quelli che non sono specialisti ascoltino i veri scienziati”.

Vi farete vaccinare oggi?
“No, certo che no! Mi sono vaccinato “d’ufficio” quando ero piccolo, ma per il Covid non mi vaccinerei. Se dovessi avere dei sintomi prenderei l’azitromicina e anche il Plaquenil (l’idrossiclorochina, ndr).


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