A Roma sanitari col Covid dopo doppia dose di vaccino. In aumento reazioni avverse

Intanto, EudraVigilance dell'Ema ha aggiornato il database sulle avversità segnalate al vaccino Pfizer. Su quasi 60mila in tutta l'Ue, 20mila sono in Italia, in larga parte anche considerati gravi

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A Roma, 12 sanitari sono risultati positivi al tampone, anche dopo la seconda dose del vaccino anti-Covid. Ne dà notizia il Messaggero che spiega: “Dai report delle Asl romane, viene fuori che 12 tra medici e infermieri sono stati trovati, per caso, con l’infezione in corpo, nonostante avessero completato il percorso vaccinale, con la prima e la seconda iniezione del siero Pfizer”.

Scoperti durante i controlli di routine
Tutti i sanitari erano asintomatici. Sono stati scoperti durante controlli di routine, legati ad alcuni cluster nei reparti. Questo dimostrerebbe il fatto che anche i vaccinati potrebbero essere portatori del virus.

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12 sanitari positivi
All’Asl Roma 1 è capitato all’infermiere di una casa di cura di Monte Mario: positivo dopo il vaccino. All’Asl Roma 3 è stato contagiato un operatore sanitario di un ospedale al Torrino, anche lui vaccinato. Due casi all’Asl Roma 4, sempre infermieri: uno in servizio all’Aurelia Hospital, un altro al San Camillo.

Il territorio con più episodi segnalati – rivela ancora il Messaggero – è quello dell’Asl Roma 5, che copre una larga fetta di provincia nel quadrante Est della Capitale, da Tivoli a Guidonia, da Monterotondo a Colleferro. Qui sono stati annotati dal Sisp (il Servizio di Igiene e Sanità pubblica) 8 casi tra medici e infermieri.

Ema ed Aifa: “Non ci sono dati sufficienti per dire se i vaccinati possono contagiare”. 
Al momento inoltre ancora non possibile stabilire se i vaccinati contagiati possono trasmettere a loro volta il virus. Sia l’Ema che l’Aifa sul punto affermano che non ci sono evidenze. Spiega l’Agenzia italiana del farmaco: “E’ necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone”.

Per quanto riguarda la protezione, l’Aifa sostiene che “la durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi”, quindi all’incirca il tempo di un normale vaccino anti influenzale.

Aumentano le reazioni avverse. Più che raddoppiate in Italia
Intanto, la farmacovigilanza dell’Ema (Eudravigilance) ha aggiornato i dati relativi alle segnalazioni di reazioni avverse sul vaccino della Pfizer, chiamato in codice di sperimentazione clinica “Tozinameran” (il Comirnaty è il nome commerciale, ndr). Al momento sono poche le segnalazioni di reazioni avverse del Vaccino Moderna, entrato in commercio più tardi, mentre quello di Astrazeneca, in commercio da poche settimane, non è ancora menzionato.

Dal database aggiornato al 13 febbraio, emerge che vi sono 54.828 casi di reazioni avverse in tutti i paesi Ue, e che la stragrande maggioranza degli eventi sono curiosamente segnalati in Italia che detiene il primato assoluto con 20mila casi di avversità registrate, di cui in larga parte considerati gravi. Al 30 gennaio (l’avevamo scritto quì) i casi segnalati nel nostro Paese erano 8.741 di cui 7.811 gravi. In poco meno di due settimane il numero è più che raddoppiato.

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