Vaccini anti-Covid, Pfizer ammette: “Dal Comirnaty anche gravi reazioni avverse”

Allo studio del colosso una terza dose modificata per potenziare la sicurezza del vaccino sperimentale e affrontare le cosiddette "varianti". In Italia segnalate circa 30mila reazioni avverse, anche di una certa gravità.

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM
Al centro Albert Bourla, Ad di Pfizer nel giorno del lancio del vaccino “Comirnaty”

La Pfizer-Biontech, il colosso farmaceutico che ha prodotto il primo vaccino anti-covid ha scritto che dalla somministrazione del loro prodotto, il “Comirnaty”, possono esserci effetti collaterali di una certa gravità, compresa l’anafilassi (o shock anafilattico, una reazione allergica grave e pericolosa per la vita, ndr).

In un aggiornamento sulla questione sicurezza, rivisitata dopo la messa in commercio “condizionale” da Fda statunitense (poi da Ema e Aifa), la casa farmaceutica guidata da Alfred Bourla afferma che “Gravi reazioni allergiche, inclusa l’anafilassi, sono state segnalate a seguito del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 durante la vaccinazione di massa al di fuori degli studi clinici. Ulteriori reazioni avverse, alcune delle quali possono essere gravi, possono diventare evidenti con un uso più diffuso del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19”. 

Per la prima volta, quindi, Pfizer parla di gravi effetti collaterali. Tuttavia si tratta di reazioni non registrate durante i pochi mesi di sperimentazione clinica, bensì nel corso dell’utilizzo su vasta scala da dicembre ad oggi.

Negli studi clinici, spiega Pfizer in una nota dello scorso 25 febbraio, le reazioni avverse nei partecipanti di età pari o superiore a 16 anni includevano dolore al sito di iniezione (84,1%), affaticamento (62,9%), mal di testa (55,1%), dolore muscolare (38,3%), brividi (31,9%), dolore alle articolazioni (23,6%), febbre (14,2%), gonfiore al sito di iniezione (10,5%), arrossamento al sito di iniezione (9,5%), nausea (1,1%), malessere (0,5%) e linfoadenopatia (0,3%).

La casa farmaceutica raccomanda che “un trattamento medico appropriato utilizzato per gestire le reazioni allergiche immediate deve essere immediatamente disponibile nel caso in cui si verifichi una reazione anafilattica acuta dopo la somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19”.

“I fornitori di vaccinazioni devono segnalare (per legge, ndr) gli eventi avversi in conformità con la scheda informativa a VAERS, la piattaforma Usa dove devono essere segnalati gli effetti avversi. Per l’Italia e l’Ue c’è la piattaforma Ema EudroVigilance.

Su quasi 90mila reazioni avverse segnalate in Ue, ben 30mila provengono dall’Italia, come mostrano i grafici della vigilanza dell’European Medicines Agency al 6 marzo 2021.

Inoltre un passaggio sulle persone con un sistema immunitario fragile come gli anziani, Pfizer scrive che “le persone immunocompromesse, comprese le persone che ricevono una terapia immunosoppressiva, possono avere una risposta immunitaria ridotta al vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19”.

In generale, sottolinea la casa farmaceutica, “il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 potrebbe non proteggere tutti i destinatari del vaccino”.

“Anche se non abbiamo visto alcuna prova che le varianti circolanti comportino una perdita della protezione fornita dal nostro vaccino, stiamo adottando più misure per agire con decisione ed essere pronti nel caso in cui un ceppo diventi resistente alla protezione offerta dal vaccino. Questo studio di richiamo è fondamentale per comprendere la sicurezza di una terza dose e l’immunità contro i ceppi circolanti “, ha affermato Albert Bourla, presidente e amministratore delegato di Pfizer. “Allo stesso tempo, stiamo facendo i giusti investimenti e ci impegniamo nelle conversazioni appropriate con le autorità di regolamentazione per aiutarci a posizionarci potenzialmente per sviluppare e chiedere l’autorizzazione per un vaccino mRNA aggiornato o un richiamo, se necessario”.

Pfizer sta quindi valutando di “correggere” il vaccino alla luce degli effetti avversi e in presenza delle presunte “varianti”, nonché testare una terza dose da somministrare a chi ha deciso di farsi inoculare le due dosi. L’Amministratore delegato Bourla ha affermato che “il vaccino anti-covid va fatto ogni anno come il vaccino contro l’influenza”.

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM