Riprende a eruttare l’Etna, fenomeno monitorato

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Riprende a eruttare l'Etna, fenomeno monitorato
L’Etna fotografato la mattina del 15 marzo

Dalle 8.34 di questa mattina, l’attività stromboliana dell’Etna al Nuovo Cratere di Sud-Est, iniziata nella serata di ieri, si è gradualmente intensificata, generando una colata lavica sommitale. Lo fa sapere l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Durante le prime ore della mattina è iniziato un trabocco lavico sul versante meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est dalla bocca eruttiva, dove prosegue l’attività stromboliana.

I prodotti emessi ricadono in prossimità dell’orlo craterico e lungo i fianchi del cono. Questa attività è associata a sporadiche emissioni di cenere. L’attività in area sommitale è accompagnata da un incremento dell’attività infrasonica e da un aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico. Il fenomeno è costantemente monitorato dall’osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

GUARDA I VIDEO

A seguito della ripresa dell’attività eruttiva al Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna, a due settimane dall’ultimo episodio eruttivo, gli esperti hanno effettuato dei video.

La prima scena, ripresa all’alba da Tremestieri Etneo, paese a 20 km a sud dalla cima dell’Etna, mostra una debole attività stromboliana, molto simile a quella che si era osservata prima dell’episodio eruttivo precedente, di circa due settimane fa (27 febbraio – 1 marzo 2017).

La seconda scena, ripresa dal paese di Nicolosi, a 15 km a sud dalla cima dell’Etna, mostra l’inizio dell’attività più energetica, con esplosioni quasi continue ed emissione di modeste quantità di cenere vulcanica. Si evidenzia, inoltre, una colata di lava in discesa sul fianco meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est.

Nella terza scena, in primo piano, uno skilift sull’alto versante sud del vulcano e sullo sfondo l’attività eruttiva. Le riprese sono state realizzate nelle vicinanze della stazione d’arrivo della Funivia dell’Etna a 2500 m di quota. Qui l’attività si è ulteriormente intensificata.

A 3.000 metri di quota, a solo 1 km di distanza dal cratere in eruzione, si notano i getti di lava incandescente che raggiungono 150-200 m di altezza.

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