7 Dicembre 2021

Elezioni Usa, legale italiano: “Ex dipendente di Leonardo dietro i brogli a favore di Biden”

Dichiarazione giurata dell'avvocato Alfio D'Urso che avrebbe assistito alla deposizione di un ex funzionario del colosso della difesa italiana già arrestato a dicembre per aver hackerato i server trafugando centinaia di migliaia di dati militari sensibili. Della vicenda ne sono a conoscenza Trump e le intelligence

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In foto l’ex dipendente della Leonardo Spa, Arturo D’Elia, coinvolto in una inchiesta della Procura di Napoli a Dicembre e oggi disponibile, secondo l’avvocato Alfio D’Urso, a testimoniare sui presunti brogli nelle elezioni Usa: “Le prove le ho nascoste e le mostro solo quanto io e la mia famiglia saremo protetti”, dice l’uomo. 

Sarebbe stato un italiano il responsabile dell’hackeraggio dei server della Leonardo Spa di Finmeccanica per spostare i ‘voti manipolati’ da Donald Trump a Joe Biden nella presunta frode elettorale che ha portato il tycoon a parlare di brogli dopo le elezioni presidenziali Usa 2020 dello scorso 3 novembre.

Ad affermarlo in un video è l’avvocato catanese professor Alfio D’Urso che, secondo quanto afferma nella clip e in una dichiarazione giurata, sarebbe stato presente alla deposizione di Arturo D’Elia, ex addetto alla gestione della sicurezza informatica della Leonardo Spa (parte lesa, ndr), arrestato lo scorso 5 dicembre dalla procura di Napoli, insieme ad un dipendente, con l’accusa di aver trafugato dati di valenza strategica dalla società aviomilitare italiana, tra i maggiori colossi al mondo nel settore della difesa. I reati contestati a D’Elia risalgono tuttavia a indagini svolte tra il 2015 e il 2017, ed è vicenda che poco avrebbe a che fare con la presunta frode di cui sarebbe stato vittima Trump.

Secondo l’avvocato D’Urso, Arturo D’Elia sarebbe però stato anche l’artefice materiale della presunta manipolazione di voti e dell’upload dei dati dai server di Leonardo verso altri server in Germania e poi negli Stati Uniti per ribaltare il risultato elettorale. E il legale lo afferma, appunto, in una dichiarazione giurata.

Il tutto sarebbe avvenuto a cavallo tra il 3 e il 4 novembre 2020, nelle ore caldissime delle elezioni Usa, quando D’Elia – prima di essere arrestato un mese dopo per reati di sicurezza informatica -, era ancora un libero cittadino e che poteva sfruttare le sue elevate capacità informatiche ad altissimi livelli militari. Per mettere in piedi la presunta frode, secondo il legale, l’ex funzionario informatico di Leonardo avrebbe agito sotto le istruzioni e le direttive di persone che operano nell’ambasciata americana a Roma.

D’Elia, afferma l’avvocato Urso nella dichiarazione giurata, avrebbe intrapreso l’operazione fraudolenta per dare un significativo margine di vittoria a Biden, in danno di Trump, in un numero di stati in cui l’attuale presidente eletto stava perdendo.

L’imputato – spiega D’Urso – ha dichiarato di avere operato nella struttura della Leonardo Spa di Pescara e ha utilizzato crittografie informatiche di livello militare per trasmettere “voti manipolati” tramite il satellite militare alla Fucino Tower di Francoforte, in Germania.

Sempre secondo il legale, Arturo D’Elia ha giurato che i dati in alcuni casi potrebbero essere stati scambiati per rappresentare più del totale degli elettori registrati. D’Elia, racconta ancora l’avvocato, ha dichiarato che è disposto a testimoniare in tutte le sedi contro persone o enti coinvolti nello scambio dei voti da Donald Trump a Joe Biden. Tuttavia, è disposto a testimoniare quando lo stesso D’Elia sarà messo sotto protezione totale insieme alla sua famiglia, onde evitare ritorsioni.

D’Elia afferma di aver assicurato in un luogo segreto il backup dei dati originali e dei dati scambiati su istruzione per fornire prove in tribunale in questa materia.

Le dichiarazioni in video dell’avvocato Alfio D’Urso

 

La dichiarazione in inglese

La dichiarazione giurata dell’Avvocato prof Alfio D’Urso

La dichiarazione giurata dell’avv. D’Urso (trascrizione in italiano)

Il Prof. Alfio D’Urso, Avvocato, di Via Vittorio Emanuele, Catania 95131,  Italia, fornisce il seguente resoconto dei fatti come comunicato in diversi incontri con un funzionario dei servizi di sicurezza dell’esercito di alto livello.

Arturo D’Elia, ex capo del Dipartimento Informatico di Leonardo SpA, è stato accusato dalla Procura della Repubblica di Napoli per manipolazione dei dati tecnologici e impianto di virus nei principali computer di Leonardo SpA nel dicembre 2020.

D’Elia è stato depositato dal giudice del Consiglio a Napoli e in testimonianza giurata il 4 Novembre 2020, su istruzione e direzione di persone statunitensi che lavorano presso l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, ha intrapreso l’operazione per trasferire i dati delle elezioni statunitensi del 3 novembre 2020 dal significativo margine di vittoria di Donald Trump a Joe Biden in un certo numero di stati in cui Joe Biden stava perdendo i totali dei voti.

L’imputato ha dichiarato che stava lavorando nella struttura di Pescara della Leonardo SPA e ha sfruttato le capacità di crittografia della guerra informatica di livello militare per trasmettere voti scambiati tramite satellite militare della Torre del Fucino a Francoforte, in Germania.

L’imputato giura che i dati in alcuni casi potrebbero essere stati scambiati per rappresentare più del totale degli elettori registrati.

L’imputato ha dichiarato che testimonierà a tutti gli individui e le entità coinvolte nel passaggio dei voti da Donald Trump a Joe Biden quando sarà in totale protezione per se stesso e la sua famiglia.

L’imputato afferma di aver assicurato in una posizione segreta il backup dei dati originali e dei dati scambiati in quanto gli è stata data istruzione di fornire prove in tribunale su questo argomento.

Con la presente dichiaro e giuro che i fatti sopra indicati sono stati dichiarati in mia presenza. 

DATA di questo giorno 6 Gennaio 2021 a Roma, Italia.

Cyber attacco a Leonardo, arrestati dirigente ed ex dipendente. Hacker aveva già violato base Nato

ItaliaGate, al momento tanti indizi ma nessuna prova schiacciante (a meno che Arturo D’Elia sul caso non faccia dichiarazioni alla magistratura e faccia trovare le prove, ossia i file della frode presunta che dice di aver occultato).

Ad aver scritto anche di una presunta ingerenza italiana nelle elezioni americane è stato il giornalista Cesare Sacchetti che a fine dicembre scorso ha pubblicato un articolo sul suo blog in cui riporta le dichiarazioni di un’ex agente della Cia, Bradley Johnson, che cita Leonardo alla stregua della rappresentazione fatta dall’avvocato D’Urso.

Al proposito si legge: […”All’ambasciata, secondo Bradley Johnson, durante la notte elettorale del 3 novembre era presente un uomo al servizio del dipartimento di Stato americano. L’ex agente segreto americano nel video dove spiega cosa è accaduto mostra una foto di quest’uomo ripresa all’aeroporto di Fiumicino presumibilmente dalle autorità italiane, apparentemente impegnate in un’attività di sorveglianza del funzionario del dipartimento di Stato americano. Quest’uomo sarebbe stato direttamente impegnato nel coordinamento dell’hackeraggio ai danni delle elezioni americane…”]

Della cosidetta “Affidavit” (traduzione giurata, ndr) ne aveva parlato anche Maria Zack, CEO e fondatrice dell’azienda IT, Help You Build, nonché membro del Consiglio di Amministrazione di “Nations In Action”, un’organizzazione che si dedica alla diffusione della libertà a livello globale. Apprese le notizie provenienti dall’Italia la donna avrebbe avvisato alcuni membri del congresso Usa e lo staff del presidente Trump che, secondo la Zack, è al corrente della presunta cospirazione ai suoi danni.

Maria Zack parla di ItalyGate

Guarda anche “Leonardo Spa, Arturo D’Elia | The italian Job

Maria Zack: “Arturo D’Elia ammette di aver rubato”

Leggi anche “Leonardo SpA Data Breach Analysis”


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