Europei, Wembley è Azzurra. l’Italia batte l’Austria 2-1 e vola ai Quarti


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Dall’Olimpico a Wembley, le ‘Notti Magiche’ della Nazionale di Roberto Mancini proseguono anche oltreconfine. Il successo (2-1) sull’Austria arriva solo ai supplementari dopo una partita di sofferenza e i gol di Federico Chiesa e Matteo Pessina valgono un altro viaggio destinazione Monaco di Baviera, con la speranza che non sia un biglietto di sola andata e che gli Azzurri possano tornare nello stadio londinese tra una decina di giorni, quando la fase finale dell’Europeo diventerà a tutti gli effetti una Final Four. Per rivivere presto la magia di Wembley bisognerà battere il 2 luglio la vincente della supersfida tra Belgio e Portogallo, la prima del ranking Mondiale contro i campioni d’Europa in carica. Comunque vada a finire domani, non sarà certamente una passeggiata.

Ma intanto l’Italia si gode un’altra serata di festa. Con l’Austria si è alzato il livello, c’era da aspettarselo, il gol di Arnautovic annullato per fuorigioco dopo il controllo del VAR ha fatto tremare gli Azzurri, bravi a rialzarsi nelle difficoltà e a trovare ai supplementari l’uno due decisivo grazie alle reti di due giovani, Chiesa e Pessina, prima di soffrire nel finale per il ritorno di un’Austria che merita tanti applausi. I risultati utili consecutivi diventano 31: battuto il record di Vittorio Pozzo e superato anche quello della Nazionale guidata da Ferruccio Valcareggi, che dal 1972 al 1974 riuscì a non incassare gol per 12 partite consecutive.

LA PARTITA. Dopo aver fatto turnover con il Galles, Mancini ripropone nove undicesimi della formazione schierata nel secondo match del girone con la Svizzera, con il tridente Berardi-Belotti-Insigne e Di Lorenzo che riprende il suo posto come laterale destro di difesa. Le due novità rispetto alla sfida con la nazionale elvetica sono Acerbi, che sostituisce al centro della difesa Chiellini, e Verratti: il centrocampista del Paris Saint Germain, che domenica scorsa all’Olimpico aveva dimostrato di essersi completamente ristabilito dall’infortunio patito un mese fa, viene preferito a Locatelli e assiste Jorginho in regia.

L’Austria, abituata a cambiare modulo anche a seconda delle caratteristiche dell’avversario, si presenta stretta e ordinata nel suo 4-1-4-1, con Alaba schierato a sinistra sulla fascia del giovane Baumgartner e Sabitzer alle spalle di Arnautovic, mentre l’asse di destra è formata dai quasi omonimi Lainer e Laimer. La squadra guidata da Franco Foda punta su un pressing molto aggressivo, mostrando subito il suo dinamismo e la sua forza fisica e cercando di costruire la manovra da dietro nonostante la pressione degli Azzurri. Rispetto alle tre gare del girone l’intensità di gioco è maggiore, i ritmi sono più alti. E alta è la frequenza di passo di Leonardo Spinazzola, che sprinta come sempre a sinistra innescando un paio di pericolose ripartenze. Dopo una conclusione a giro di Insigne bloccata a terra da Bachmann, è da una discesa dell’esterno romanista che nasce al 17’ la prima vera occasione, ma la conclusione di esterno di Barella è respinta con il piede dal portiere austriaco. L’Austria risponde in contropiede e Arnautovic, lanciato da Sabitzer, calcia alto sopra la traversa. Meglio non distrarsi. Al 32’ gran giocata di Ciro Immobile, che controlla e quasi da fermo calcia dalla distanza mandando il pallone a toccare l’incrocio dei pali. L’Italia è viva, Spinazzola ci prova ancora in chiusura di tempo ma Bachmann si fa trovare pronto. Si va all’intervallo sullo 0-0 ed è un risultato che ci può stare.

La ripresa sarà ancora più complicata per l’Italia e si capisce subito, quando Arnautovic, sfrutta un’incertezza di Bonucci per involarsi verso l’area ma cincischia al momento di concludere. Un minuto dopo altro brivido, con la punizione di Alaba dal limite dell’area che non trova lo specchio della porta per una questione di centimetri. Il difensore austriaco è protagonista poi nella sua area, anticipando Berardi dopo una bella azione costruita da Verratti e Insigne. La sensazione è che un episodio possa indirizzare la partita da una parta o dall’altra. Un tiro di Sabitzer deviato da Bonucci è il preludio al gol di Arnautovic: cross di Lainer, torre di Alaba e colpo di testa vincente dell’ex attaccante dell’Inter, che esulta insieme a tutti i tifosi austriaci. Ma dopo un paio di minuti, richiamato dal VAR, l’inglese Taylor annulla per fuorigioco e l’Italia può tirare un sospiro di sollievo. Mancini corre ai ripari rivoluzionando il centrocampo: escono Verratti e Barella, al loro posto Locatelli e Pessina. I due neoentrati duettano al 72’, Locatelli calcia a giro ma il destro termina a lato. Ci prova anche Insigne, ma il lob di destro è innocuo, poi Berardi tenta senza fortuna la sforbiciata su cross di Spinazzola. All’84’ arrivano altri due cambi: fuori Berardi e Immobile, dentro Chiesa a Belotti. Gli Azzurri vanno all’arrembaggio, l’Austria si difende e dopo cinque minuti di recupero si va ai supplementari.

La prima fiammata è di Chiesa, che servito da Belotti calcia di destro trovando la presa sicura di Bachmann. E al 95’ è proprio il numero 14 azzurro a sbloccare la partita: imbucata di Locatelli per Spinazzola che crossa sul secondo palo, Chiesa controlla di testa, elude la marcatura di Laimer e di sinistro incrocia mandando il pallone in rete. L’attaccante della Juventus esulta insieme agli oltre mille italiani presenti a Wembley e ai milioni di tifosi che seguono la Nazionale davanti alla tv, mentre in panchina Gianluca Vialli corre ad abbracciare Mancini. Il vantaggio dà un’iniezione di fiducia all’Italia: Insigne su punizione chiama Bachmann agli straordinari, poi alla fine del primo tempo supplementare Acerbi da terra serve Pessina che di sinistro segna il suo secondo gol in questo Campionato Europeo.

Non è finita. Donnarumma salva con un grande intervento sulla conclusione dalla distanza di Gregoritsch, mentre Belotti spreca in contropiede l’occasione del 3-0. Ancora Sabitzer dopo un rimpallo fortunato calcia alto da pochi passi. E a cinque minuti dal termine del secondo tempo supplementare Kalajdzic riapre la partita anticipando di testa Locatelli. Dopo oltre 1160 minuti cade l’imbattibilità dell’Italia, Donnarumma è battuto. Chiesa ha due match point, ma si soffre fino in fondo. Il fischio finale di Taylor ha il sapore della liberazione. L’Italia vola ai quarti di finale: prossima tappa Monaco di Baviera, nel mirino Wembley. Il cammino continua.


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