19.6 C
Cosenza
21 Aprile 2026
Home CALABRIA COSENZA Assenteismo, scoperti 14 furbetti del cartellino in ente ‘Calabria Verde’

Assenteismo, scoperti 14 furbetti del cartellino in ente ‘Calabria Verde’

Nel distretto n. 4 a Santo Stefano di Rogliano. Dopo aver timbrato il budge, gli indagati aggiravano fraudolentemente in marcatempo per uscire dalla sede e andare a fare la spesa, coltivare lโ€™orto, recarsi dal meccanico o per sbrigare altre faccende personali.

Carlomagno

Dopo aver timbrato il budge, aggiravano fraudolentemente in marcatempo per uscire dalla sede e andare a fare la spesa, coltivare lโ€™orto, recarsi dal meccanico o per sbrigare altre faccende personali.

14 furbetti del cartellino, tra dirigenti e dipendenti dellโ€™azienda Calabria Verde del distretto numero 4 di Santo Stefano di Rogliano, sono indagati dalla Procura di Cosenza con lโ€™accusa di truffa aggravata e continuata ai danni dellโ€™ente regionale.

A notificare lโ€™avviso di conclusione indagini sono stati i carabinieri della Compagnia di Rogliano guidata dal capitano Mattia Bologna in diversi comuni limitrofi al capoluogo di provincia.

Lโ€™indagine, condotta dai militari della stazione di Rogliano e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo, รจ scaturita da una serie di accertamenti effettuati dโ€™iniziativa nel 2018 nei fondi dove gli operai svolgevano le loro opere cantieristiche, ubicati in diverse aree della Provincia di Cosenza.

I conseguenti approfondimenti investigativi hanno portato alla scoperta di un vero e proprio โ€œsistemaโ€, evidentemente consolidato da tempo, grazie al quale numerosi dipendenti dellโ€™Ente Pubblico riuscivano ad eludere i vari strumenti di controllo delle prestazioni dโ€™opera, primo fra tutti lโ€™orologio marcatempo piazzato allโ€™ingresso della struttura, in modo da allontanarsi indebitamente dal posto di lavoro.

GUARDA IL VIDEO DELL’OPERAZIONE HALL PASS

Lo stratagemma era semplice: tutti i dipendenti del Distretto utilizzavano regolarmente il proprio badge di servizio, ma facendo in modo che, in ragione della tipologia di โ€œuscitaโ€ selezionata, lโ€™orologio marcatempo non sottraesse il tempo trascorso allโ€™esterno della Sede dallโ€™orario di lavoro prestato, approfittando della generalizzata mancanza di controllo da parte di Dirigenti e Capi squadra. Ecco allora che dai tabulati acquisiti al termine del monitoraggio, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire centinaia di ore di lavoro illecitamente sottratte alle mansioni dโ€™ufficio, impiegate in pause e libere uscite mai giustificate, piuttosto che devolute ad incarichi di lavoro esterno mai autorizzati nellโ€™ambito dei vari cantieri forestali della Provincia: tutto ciรฒ veniva comunque contabilizzato come โ€œnormaleโ€ orario di servizio e puntualmente monetizzato nella busta paga mensile.

Gli investigatori, per riscontrare le varie attivitร  illecite, hanno fatto ricorso sia ai moderni strumenti tecnologici, nel caso specifico consistenti in alcune videocamere ad altissima definizione strategicamente collocate nei pressi sia dellโ€™orologio marcatempo allโ€™interno dellโ€™ingresso dello stabile che ospita il Distretto, sia nelle vicinanze di tutti gli ingressi della struttura, che a metodi investigativi di tipo piรน โ€œtradizionaleโ€, costituiti in particolare da servizi di osservazione.

Il connubio tra le diverse metodologie investigative adottate ha pertanto portato i militari ad accertare non solo lโ€™indebito allontanamento dal posto di lavoro degli odierni indagati, ma anche a definire le diverse mansioni svolte, evidentemente non ricollegate ai loro โ€œobblighiโ€ di servizio: ecco allora che nel variegato bagaglio di incombenza di natura privata fraudolentemente poste in essere sono da annoverare quelle di andare a fare la spesa in vari supermercati della zona, di recarsi in un Ufficio Postale per pagare le bollette di casa, di recarsi in campagna per coltivare il proprio orto, di effettuare un consulto medico, di portare la propria autovettura dal meccanico o di trascorrere lunghe pause caffรจ nei bar vicini alla Sede di servizio.

Tra le altre situazioni particolari rilevate, รจ emerso che uno degli indagati era solito svolgere, nel corso delle โ€œmissioni esterneโ€ dalla propria sede di servizio, la professione di antennista per un folto numero di clienti.

Tutte le attivitร  elencate sono state puntualmente e meticolosamente documentate, nel corso delle attivitร  investigative, con filmati e fotografie, riscontri oggettivi che hanno consentito alla Procura della Repubblica di Cosenza, non appena acquisiti i tabulati delle presenze dei dipendenti dellโ€™Ente Regionale al termine dellโ€™attivitร , di concludere le indagini con lโ€™emissione dei relativi Avvisi notificati nella mattinata odierna.

Lโ€™indagine, durata circa due anni e concretizzatasi nel completo monitoraggio dellโ€™attivitร  svolte dal personale del Distretto n. 4 nellโ€™arco temporale compreso tra i mesi di aprile e novembre 2018, ha alla fine consentito di acclarare evidenti responsabilitร  di carattere penale in ordine al reato di โ€œtruffa aggravata e continuataโ€ nei confronti dei 14 odierni indagati, da individuare trasversalmente sia tra i dirigenti della struttura che tra gli addetti ai cantieri boschivi sparsi nella Provincia di Cosenza.
In particolare, le attivitร  investigative condotte hanno portato ad acclarare circa 3.800 ore di servizio non prestato, ma comunque regolarmente retribuito, effettuate nellโ€™ambito di 950 episodi complessivamente individuati; tutto questo per un controvalore economico che arriva a sfiorare i 70.000 euro di danno per lโ€™Ente Pubblico Regionale.

Ed รจ proprio dal comportamento irregolare tenuto da Dirigenti e dipendenti che รจ stato tratto il nome dellโ€™odierna operazione ‘Hall Pass’, vale a dire โ€œtempo liberoโ€.