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14 Marzo 2026
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Estradato dalla Spagna presunto narcotrafficante

Carlomagno

È stato estradato dalla Spagna e si trova adesso in Italia Matteo Costanza, di 52 anni, originario di Triggiano, in provincia di Bari ma da tempo residente e Maiorca, ricercato nell’ambito dell’inchiesta “Millennium”, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che nello scorso mese di maggio ha portato all’esecuzione da parte dei carabinieri di 97 misure cautelari.

Su Costanza, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria, Francesca Mesto.

Secondo quanto è emerso dalle indagini, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l’operazione condotta dai carabinieri. In particolare, è considerato il referente in Spagna della cosca Barbaro “Castani” di Platì.

Titolare di un’azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l’importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica.

Sulla base delle informazioni fornite dal Nucleo investigativo di Reggio Calabria dei carabinieri, l’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) ha avviato le interlocuzioni info-operative con le autorità internazionali. Nel momento in cui Costanza è stato localizzato a Maiorca, è stata richiesta la collaborazione della polizia spagnola, che lo ha arrestato.

L’arresto e la successiva estradizione del 52enne si inseriscono in un più ampio contesto operativo: l’operazione “MILLENNIUM”, scattata all’alba del 21 maggio 2025 in diverse regioni
italiane (tra cui Reggio Calabria, Milano, Roma, Bologna, Torino, Nuoro, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Agrigento, Verona), ha visto impiegati centinaia di Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria con il supporto del ROS, dello Squadrone Eliportato Cacciatori, del 14° Battaglione Calabria, dei Nuclei Cinofili, del Nucleo Elicotteri e dell’Unità ICAN per il coordinamento internazionale.

L’indagine, avviata nel 2018 e articolata in cinque distinti filoni investigativi, ha consentito di eseguire 97 misure cautelari (81 in carcere, 16 ai domiciliari) e il sequestro preventivo di due società ritenute strumentali alle attività illecite. Coinvolti i vertici di alcune tra le principali cosche della provincia reggina, attive nei tre mandamenti (tirrenico, jonico e centro), accusati di reati gravissimi: associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, estorsione, sequestro di persona, scambio elettorale politico-mafioso e detenzione di armi.