Confiscati i 350 milioni di euro al clan Arena, compreso il parco eolico

Confiscati i 350 milioni di euro al clan Arena, compreso il parco eolicoSono stati confiscati e saranno ora nella disponibilità dello Stato italiano i beni per un valore di 350 milioni sequestrati a marzo alla potente cosca Arena di Isola Capo Rizzuto. Tra i beni vi è il celebre parco eolico considerato uno dei più grandi d’Europa.

E eseguire il provvedimento di confisca, emesso dalla sezione misure prevenzione del tribunale di Crotone, il Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro (nelle persone del procuratore Gratteri, l’aggiunto Luberto e il sostituto Guarascio) che lo aveva richiesto.

La misura è stata disposta nei confronti di Pasquale Arena, nipote del noto capo clan Nicola Arena nonché fratello del boss Carmine Arena (ucciso a colpi di bazooka in un agguato mafioso nell’ottobre del 2004), che era già stato destinatario del precedente provvedimento di sequestro che aveva interessato, tra l’altro, il parco eolico denominato “Wind Farm” di Isola Capo Rizzuto (Crotone).

Le indagini economico-patrimoniali svolte dalle fiamme gialle avevano consentito di ricondurre la realizzazione del parco eolico alla sfera economico-patrimoniale della “cosca Arena” di Isola Capo Rizzuto e di accertare come Pasquale Arena, funzionario del predetto comune, in qualità di gestore occulto degli affari della cosca, ne avesse curato gli interessi economici rappresentandone la longa manus.

Nel dettaglio, Pasquale Arena, attraverso un articolato sistema basato su una fitta rete di società estere (con sede in Germania, Svizzera e Repubblica di San Marino) detentrici formali delle quote sociali di tre società aventi sede a Crotone e a Isola di Capo Rizzuto, aveva avviato e realizzato, per conto e nell’interesse dell’omonima cosca, il parco eolico Wind Farm della città isolitana.

Le investigazioni condotte dalla Guardia di finanza di Catanzaro avevano dimostrato la discrasia esistente tra la titolarità apparente dei beni oggetto di indagine e l’assenza di idonea capacità reddituale in capo ad Pasquale Arena per sostenere l’intera operazione economica, consentendo alla sezione misure di prevenzione del tribunale di Crotone di disporre, già nello scorso mese di marzo, il sequestro di tre società e dei relativi complessi aziendali, tra cui il parco eolico “Wind Farm”, il tutto per un valore di circa 350 milioni di euro.

La mancata giustificazione della legittima provenienza dei beni da parte dell’arena ha indotto il tribunale di Crotone a rafforzare la misura di prevenzione già adottata, disponendone la confisca.