Proclamati gli eletti in Calabria. Clamorosa esclusione di Wanda Ferro dal Consiglio

Oliverio festeggia Commistioni in Calabria
Mario Oliverio festeggia la sua vittoria alle regionali in Calabria (photo Arena/Ansa)

A distanza di 16 giorni dalle elezioni regionali del 23 novembre scorso, sono stati proclamati gli eletti in Calabria. Mario Oliverio è stato ufficialmente dichiarato presidente della Regione Calabria.
L’investitura ufficiale è stata fatta dall’Ufficio centrale circoscrizionale della Corte d’appello di Catanzaro. Clamorosa esclusione di Wanda Ferro, la donna che correva alla carica di governatore sostenuta da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cdl e che è arrivata seconda. La comunicazione ufficiale della proclamazione è stata fatta dal Collegio presieduto da Fabrizio Cosentino e composto da Giancarlo Bravin e Antonio Saraco.

A nulla è valsa la memoria difensiva presentata nei giorni scorsi dalla Ferro con cui cercava di chiarire gli aspetti di una legge elettorale contorta, già bocciata una volta da palazzo Chigi e che non avrebbe avuto i crismi di legittimità sin dal suo varo. Un grande pasticcio commesso proprio dalla maggioranza di centrodestra di cui Ferro è espressione.

LA SOPPRESSIONE DELLA COSTITUZIONE NELLA LEGGE ELETTORALE DELLA CALABRIA
Una legge regionale può sopprimere una norma costituzionale? In Calabria questo è stato possibile. Anche in pieno regime di prorogatio, dal momento che il presidente della Regione si era dimesso con conseguente cessazione della legislatura (lo statuto stabilisce appunto che dalle dimissioni del presidente alla proclamazione della nuova assemblea, il consiglio “decaduto” resta in carica in regime di prorogatio, ovvero senza poteri di legiferare). Vediamo come: Nella legge regionale 19 del 12 settembre 2014, che modifica la prima legge bocciata dal governo (la numero 8 del 6 giugno 2014, quella che includeva la soglia di sbarramento anti Grillo al 15%) viene sancito che “L’art. 1, comma 1, lett. a) della L.R. 12 settembre 2014, n. 19 sopprime (ossia cancella) il secondo periodo che precedentemente così recitava: «1. Resta salva l’applicazione dell’articolo 15, commi 13 e 14, della legge 17 febbraio 1968, n. 108, così come modificata dalla legge 23 febbraio 1995, n. 43 e dall’articolo 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.».

L’ARTICOLO COSTITUZIONALE CHE PREVEDE IL SEGGIO AL CONCORRENTE ARRIVATO SECONDO
Cosa dice il comma 1 della legge costituzionale modificata dal Parlamento italiano in due letture:
“[…]È proclamato eletto Presidente della Giunta regionale il candidato che ha conseguito il maggior numero di voti validi in ambito regionale. Il Presidente della Giunta regionale fa parte del Consiglio regionale. È eletto alla carica di consigliere il candidato alla carica di Presidente della Giunta regionale che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto Presidente.[…]”

Il nuovo presidente della Regione Mario Oliverio in una foto con Matteo Renzi
Il nuovo presidente della Regione Mario Oliverio in una foto con Matteo Renzi

E L’ASSEMBLEA CALABRESE STRAVOLSE IL SENSO SANCITO DALLA COSTITUZIONE
Un caso senza precedenti che la dice lunga sulla capacità legislativa della politica calabrese, ma ancor più sugli uffici legislativi regionali e di palazzo Chigi, probabilmente vittime di una svista clamorosa. Più di qualcuno sarà chiamato evidentemente a chiarire come sia stato possibile che un consiglio “decaduto” e in regime di prorogatio possa aver legiferato e nel farlo ha soppresso una norma costituzionale, seppure transitoria.

IL RUOLO DELL’UFFICIO CENTRALE CIRCOSCRIZIONALE
Nella proclamazione degli eletti in Calabria i giudici si sono dovuti attenere alla legge elettorale vigente che “esclude” il miglior perdente, seppure si tratti di una legge che sopprime una norma costituzionale; ma la commissione, oltre a non fornire motivazioni, non avrebbe comunque tenuto conto né nella memoria in cui Ferro evidenziava queste “anomalie”, né dello Statuto regionale che richiama lo stesso articolo cancellato dalla legge 19 di settembre che, a sua volta, al comma 2 dell’articolo 1 recita che “Il numero dei Consiglieri regionali, in armonia con quanto previsto nello Statuto della Regione, è fissato in 30, oltre al presidente della Giunta regionale”  . Insomma, un pasticcio che solo chi lo ha organizzato sa come sciogliere i nodi con cui  è stata legata la volontà popolare e democratica.

Wanda Ferro candidata di Forza Italia alla presidenza della Regione Calabria | Eletti in calabria
Wanda Ferro candidata di Forza Italia alla presidenza della Regione Calabria

IL COMMENTO DI WANDA FERRO
“Pur trattandosi di una decisione importante, – è il commento di Wanda Ferro – per la verità insolitamente già da troppe parti “annunciata” (il senatore alfaniano Bilardi, ndr), e pur accogliendola serenamente non posso nascondere le mie perplessità per quanto stabilito dall’Ufficio centrale regionale, che ha comportato la mia esclusione in direzione contraria alla legge costituzionale che vede nel candidato alla presidenza arrivato secondo il leader in consiglio regionale a tutela delle minoranze.

“MI RIVOLGERO’ AL TAR”
“Porremo comunque le nostre motivazioni alla base del ricorso di fronte al Tribunale amministrativo
, che già nel 2010 si era espresso con chiarezza a favore di Loiero confermandolo consigliere regionale, per fare valere non solo le mie ragioni di candidato escluso per una insolita interpretazione contraria alla norma, ma soprattutto per affermare il principio democratico di imprescindibilità della rappresentanza del candidato della coalizione sconfitta, a cui il consenso di centinaia di migliaia di cittadini attribuisce di fatto la responsabilità di guidare l’opposizione”.

Una vittoria della Ferro al Tar, potrebbe addirittura invalidare le elezioni regionali. E’ già accaduto in passato per motivi molto più risibili che una “furba” e incauta modifica a una legge elettorale, passata inosservata, che esclude non solo la partecipazione del miglior perdente in Consiglio tra i candidati presidente, ma il leader chiamato a guidare l’opposizione. Ecco perché appare più che evidente che i calabresi sono andati a votare con una legge illegittima e con molti profili di incostituzionalità.

Ecco gli eletti in Calabria. Eccetto la Ferro, non cambia la composizione della nuova assemblea elettiva che avevamo dato due settimane addietro

Adesso il presidente del Consiglio uscente ha dieci giorni di tempo per convocare la prima seduta della nuova assemblea regionale.