La strage sull ‘A2 e l’inaugurazione farsa di Delrio, Oliverio e Armani

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio (D) e il presidente dell'Anas Gianni Vittorio Armani in occasione del viaggio inaugurale sulla Salerno-Reggio Calabria, 22 dicembre 2016.
Il ministro dei Trasporti Delrio con il presidente Anas Armani in occasione dell’inaugurazione A3 Salerno Reggio Calabria (Ansa Abbate)

Monta la polemica in rete per il gravissimo incidente stradale avvenuto stamane sull’Autostrada A2 dove hanno trovato la morte quattro persone nello scontro frontale verificatosi nella galleria Jannello, tra Laino Borgo e Mormanno, in provincia di Cosenza. Una strage.

Polemiche sulla sicurezza e sul reale stato dei lavori dell’arteria autostradale. Era il 22 dicembre 2016 quando il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il governatore della Calabria Mario Oliverio e il presidente dell’Anas Gianni Armani inaugurarono in pompa magna l’autostrada “del futuro”, assicurando che era finito il tempo dei cantieri e delle deviazioni.

Con l’occasione i vertici istituzionali avevano cambiato il nome all’A3 diffondendo spot video avveniristici e dépliant in cui spiegavano che questa autostrada era la più evoluta e tecnologicamente più avanzata d’Europa. Una strada sicura 3.0.

La realtà, però, appare ben diversa. Dopo la passerella dei politici con strade lucidate a nuovo sono stati nuovamente istituiti blocchi e interruzioni. Sul tratto Cosenza-Rogliano, per fare un esempio, da mesi si viaggia per circa una decina di chilometri su una sola carreggiata e a doppio senso. Questo ancora oggi, che siamo quasi in piena stagione turistica.

Una vergogna di cui qualcuno dovrebbe assumersi responsabilità politiche. Ma si spera che qualcuno paghi anche penalmente per una strage, quella di oggi, che poteva essere evitata. Non può rimanere impunita, al di là delle responsabilità soggettive.