Resta in carcere Hassan Ali, di 27 anni, di nazionalità pakistana, accusato di intermediazione illecita, caporalato e estorsione.
Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, che sciogliendo la riserva dopo l’udienza di convalida, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare nei confronti dell’uomo.
Hassan Ali, è il fratello minore di uno dei due cittadini pakistani arrestati nel giugno scorso per l’omicidio di quattro braccianti agricoli, bruciati vivi all’interno di un van ad Amendolara (Cosenza).
Ali è considerato uno dei caporali che operavano nella zona di Amendolara e sarebbe stato, secondo gli investigatori, il capo del gruppo che avrebbe “gestito” un giro di migranti che lavoravano nei campi, provvedendo a trovargli, dietro pagamento, un appartamento dove vivere e provvedendo al loro trasporto sui terreni. Contro di lui, gli investigatori avrebbero raccolto diverse testimonianze di braccianti, tra i quali anche uno scampato alla strage.
L’uomo era fuggito pochi giorni dopo la strage dei migranti per andare all’estero ma non appena fatto rientro in Italia è stato sottoposto a fermo dagli investigatori della Squadra mobile di Cosenza che sono sempre stati sulle sue tracce.
Hassan Ali, di 27 anni – ritenuto estraneo alla strage di Amendolara – è fratello di Raza Ali che, insieme a Safeer Ahmed, sono in stato detentivo con l’accusa di avere bruciato vivi tre cittadini afgani Ullah Ismat Quiemi, di 19 anni, Safi Iajad (27), Amin Fazal Khogjani (28) e il cittadino pakistano Waseem Khan (29).



















