Basta con le fiction di mafia. Don Ciotti: “Impatto negativo su giovani”

Carlomagno campagna ottobre 2018

sotto copertura cattura di michele zagariaLe fiction di mafia possono avere ricadute molto negative sui giovani che non di rado emulano ed esaltano figure di boss e picciotti rappresentati nelle pellicole come punti di riferimento (molto pericolosi). Per frenare questa sequela di film, realizzati anche con contributi statali, la politica si sta muovendo e si spera lo facciano anche i vertici di Rai e Mediaset senza badare allo share e agli introiti pubblicitari.

Sul punto è tornato oggi anche il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, intervenendo alla manifestazione Contromafie e corruzione. Il sacerdote antimafia, in passato aveva già spiegato come questi film “mitizzano i criminali”.

“Ben vengano – ha detto – le fiction sulla mafia. Ma interroghiamoci sull’impatto che queste rappresentazione crude e sinistramente affascinanti possono avere su menti suggestionabili e poco attrezzate. Non invoco nessuna censura, beninteso! Ma mi chiedo se l’arte, il cinema, la letteratura siano solo identificazione emotiva e non anche riflessione, dubbio, coscienza critica”.

Don Ciotti era partito nel suo ragionamento dal fenomeno delle “baby gang” che “sono anche il frutto della dispersione scolastica, della povertà diffusa, di un sistema di consumo che propone a ogni livello modelli di forza, di possesso, di supremazia. Domina la retorica del boss, del superuomo, del capobranco che comanda, non conosce limiti e tratta le donne come oggetti personali”, ha sottolineato il religioso.