Incendiò mezzo di rifiuti per ritorsione a mancata assunzione, in cella

Carlomagno campagna ottobre 2018
L'auto compattatore incendiato. A destra Andrea Casili
L’auto compattatore incendiato. A destra Andrea Casili

I carabinieri di Melito Porto Salvo hanno arrestato, su mandato del gip di Reggio Calabria, Andrea Casili, 38enne di Condofuri, con precedenti, accusato di danneggiamento e tentata estorsione, aggravati dalle modalità mafiose.

Il provvedimento, richiesto dalla Dda reggina, scaturisce dalle indagini dei militari di Condofuri San Carlo, che hanno consentito di fare luce su un atto intimidatorio avvenuto a maggio 2014 quando fu dato alle fiamme un’auto compattatore del valore di 150 mila euro di proprietà della società “A.V.R. Spa”, al tempo incaricata del servizio di nettezza urbana del Comune di Condofuri. Nell’incendio, di cui è accusato l’uomo in concorso con altri, furono irreparabilmente danneggiati anche due mezzi dell’amministrazione comunale.

Sin dalle prime battute d’indagine, l’episodio è stato inquadrato nel chiaro intento della locale cosca di ‘ndrangheta “Rodà-Casile” di affermare il proprio “controllo” del territorio e, nello specifico, sulle attività economiche che colà esercitano.

In particolare, l’evento è stato qualificato come ritorsione contro la società “A.V.R”., per non aver autorizzato l’assunzione di alcuni personaggi ritenuti contigui alla cosca, tra i quali l’odierno arrestato: in tale contesto sarebbe maturata la decisione di dare esecuzione al grave danneggiamento.

Già nell’immediatezza dei fatti i Carabinieri hanno raccolto importanti elementi indiziari a carico di Casili, suffragati dalle dichiarazioni di alcuni testimoni che lo avevano notato nei pressi dell’ex edificio scolastico “Bachelet” di Condofuri Marina, dove è avvenuto l’incendio, in orari compatibili con il danneggiamento e dai successivi riscontri investigativi.

Pochi mesi dopo l’accaduto peraltro, taluni sospetti sullo spessore criminale di Casili hanno trovato conferma all’esito di una perquisizione domiciliare svolta di iniziativa dagli stessi militari della Stazione, che presso la sua abitazione di Reggio hanno rinvenuto una pistola con matricola abrasa e lo hanno arrestato, in flagranza di reato, per detenzione illecita di arma da fuoco. Al termine delle formalità di rito, Casili è stato tradotto presso il carcere di Reggio Calabria-Arghillà.